"Denunciamo che è in corso un golpe in Brasile”Tribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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“Denunciamo che è in corso un golpe in Brasile”

Negli ultimi giorni il segretario delle Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Brasile, José Reinaldo Carvalho, ha concesso interviste a diversi strumenti di informazione legati a partiti e organizzazioni comuniste e rivoluzionarie di vari paesi di America Latina, Europa, Africa e Asia. Presentiamo qui la sintesi delle principali domande e risposte.

Come valuti le manifestazioni contro la destituzione di Dilma Rousseff e a favore della democrazia? Quali sono le ragioni che inducono a qualificare il processo di impeachment come colpo di Stato?

José Reinaldo Carvalho: La Costituzione della Repubblica, approvata nel 1998 dall’Assemblea Costituente, che entrò in funzione come conseguenza della caduta della dittatura, aveva stabilito l’impeachment come meccanismo giuridicamente valido per destituire il (la) presidente della Repubblica. Il presupposto era che il presidente incorresse in un crimine di responsabilità.

Ora, gli autori del processo di impeachment non hanno presentato indizi né prove del fatto che la presidente Dilma Rousseff sia incorsa in un crimine di responsabilità. La accusano di avere mancato rispetto all’attuazione del Bilancio governativo, perché ha assunto misure amministrative e finanziarie  straordinarie per assicurare, in un momento di restrizioni monetarie derivanti da difficoltà economiche, la realizzazione delle politiche pubbliche e sociali e finanziare lo sviluppo economico. Così, le motivazioni del processo di impeachment sono politiche, un pretesto per, sotto la copertura di un’argomentazione giuridica, rovesciare la presidente della Repubblica. La destituzione della più alta rappresentante del paese senza che abbia commesso crimine di responsabilità è, così, una forma di golpe politico, di colpo di Stato. Per questo diciamo – e lo facciamo anche come denuncia – che è in corso un colpo di Stato, un colpo che si sta attuando per tappe, ed è in piena esecuzione. Ovviamente, diverso da quello del 1964, poiché è un’altra la congiuntura mondiale, così come è differente il contesto politico nazionale. Sono di altra natura anche i metodi. Nel 1964 si realizzò un golpe militare. Ora si tratta di un golpe istituzionale e mediatico, in cui settori dell’apparato di polizia e giudiziario agiscono in collusione con l’opposizione neoliberale e conservatrice. Quanto alle manifestazioni di massa dello scorso 31 marzo, sono state gigantesche e rivelano la capacità di mobilitazione delle forze popolari, come pure la profonda coscienza democratica del popolo brasiliano.

Quali sono le origini della crisi politica?

José Reinaldo Carvalho: La crisi politica attuale ha come origine più immediata il fatto che l’opposizione neoliberale e conservatrice, rappresentata dai partiti della destra contemporanea, guidata dal PSDB, che ha sue ramificazioni nell’apparato mediatico monopolista privato, in settori dell’apparato di polizia e giudiziario, non ha accettato la quarta sconfitta consecutiva, nelle ultime elezioni presidenziali del 2014. Questa opposizione immaginava di riuscire in quelle elezioni a interrompere il ciclo progressista inaugurato nel paese con la prima elezione di Lula, nel 2002, che, malgrado le lacune, ha fatto in modo che il paese avanzasse nella realizzazione di importanti cambiamenti politici e sociali, nell’esercizio della solidarietà internazionale e nella costruzione di un’America Latina indipendente. Vista da una prospettiva più ampia, la crisi politica attuale è anche l’espressione delle contraddizioni strutturali e dei conflitti di fondo della società brasiliana. E’ l’espressione della lotta tra due percorsi, in un passaggio storico per il paese. Il percorso che può condurre il Brasile ad affermarsi come nazione democratica, indipendente e socialmente giusta, in antagonismo con quello della conservazione dei privilegi delle classi dominanti, della dipendenza ai potentati internazionali, del sottosviluppo e della presenza di un potere antidemocratico.

Tuttavia, la corruzione è una realtà

José Reinaldo Carvalho: Effettivamente. La corruzione è tra i mali strutturali del sistema politico, un’infermità cronica, e per combatterla è necessario un comportamento etico rivoluzionario delle forze progressiste nell’esercizio del governo, oltre che una posizione politica, amministrativa e  giudiziaria energica. Occorre dire che, indipendentemente dagli errori che si sono commessi, è stato durante il periodo del governo del Partito dei Lavoratori (PT) che gli organi della fiscalità, del controllo e della lotta alla corruzione hanno maggiormente funzionato, e in piena autonomia. I partiti golpisti sono i maggiori corrotti del sistema politico del paese. La lotta contro la corruzione fatta da loro è una bandiera sbrindellata. E’ una lotta strumentalizzata a fini politici.

La giustizia è al di sopra di ogni sospetto?

José Reinaldo Carvalho: Assolutamente, no.

I partiti della destra non sono gli unici nell’offensiva contra la presidente. Il PMDB, alleato del governo, ha appena rotto. Qual è l’obiettivo desiderato e su chi il PT può ancora appoggiarsi?

José Reinaldo Carvalho: Da molto tempo il PMDB non è una forza progressista. La sua presenza al governo obbedisce a imperativi di convenienza politica: essere vicino al potere per ottenere vantaggi e migliori condizioni per sviluppare politiche clientelari. Cose del sistema politico-partitico brasiliano, ancora precariamente sedimentato dal punto di vista politico-ideologico. Il PMDB ha al suo interno una forte ala di centro-destra, che al momento è prevalente. Per evitare l’impeachment, il governo oltre che appoggiarsi sulla forza del popolo nelle strade e su una miriade di manifestazioni che hanno coinvolto settori organizzati della popolazione, dalle masse lavoratrici, i professionisti liberali, l’intellettualità accademica, il mondo culturale-artistico, ambienti giuridici e sportivi, dovrà contare anche, in ambito strettamente parlamentare, sul sostegno di micropartiti e singoli parlamentari, indipendentemente dalla posizione dei loro partiti.

Se la presidente Dilma superasse l’impeachment, come potrebbe governare fino alla fine del mandato?

José Reinaldo Carvalho: Nel caso che il governo vinca la battaglia, sarà necessario promuovere una ricomposizione politica, il cui presupposto sarà la mobilitazione popolare e l’unione delle forze democratiche e progressiste, a partire da un programma di emergenza, volto a superare la crisi economica e a impedire che i suoi effetti colpiscano i diritti e le conquiste del popolo.

Che cosa si potrebbe prevedere in caso di deposizione della presidente?

José Reinaldo Carvalho: Se la presidente fosse deposta, il governo che emergerà, eventualmente sotto la leadership del vice-presidente della Repubblica, Michel Temer, che è anche presidente del PMDB, aggraverà l’instabilità politica. Sarà il governo del tradimento nazionale, con tendenze autoritarie, malgrado il volto di costituzionalista che Michel Temer esibisce; un governo antipopolare impegnato in un programma elaborato secondo il copione del capitale monopolista-finanziario nazionale e internazionale. Ovviamente, si avrà una lotta aperta, un’opposizione energica da parte del PT, del PCdoB e degli altri partiti progressisti e del movimento sociale contro le forze golpiste che formerebbero il governo. In qualsiasi scenario, il Brasile vivrà momenti tempestosi, che esigeranno lucidità, intuizione, larga adesione e spirito di resistenza e lotta dei partiti di sinistra.

Perché il PT che ha vinto quattro elezioni presidenziali di seguito, non è mai riuscito ad ottenere una maggioranza confortevole nelle due camere congressuali?

José Reinaldo Carvalho: E’ il riflesso di un rapporto di forze ancora abbastanza sfavorevole per le forze progressiste ed è rivelatore dell’enorme potere politico delle classi dominanti. Si deve ricordare che il Brasile è una Repubblica federativa, e i poteri oligarchici sono ancora molto forti nelle unità (stati) che compongono la Federazione. Inoltre, si deve rilevare che i poteri economici esercitano forte influenza nelle campagne elettorali. Il finanziamento delle campagne elettorali è privato e delle imprese. E’ una delle fonti della corruzione.

E’ possibile una riforma del sistema politico?

José Reinaldo Carvalho: La riforma del sistema politico è una delle riforme strutturali indispensabili e urgenti. Non si sono ancora trovate le forze né la convinzione per attuarla. Ma è evidente che il sistema politico attuale è fallito e che non serve più alla lotta democratica e sociale delle forze progressiste. Riformare il sistema politico è uno dei compiti più urgenti per ottenere una più ampia e profonda democratizzazione del Brasile.

Che implicazioni ha la crisi per l’azione del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)?

José Reinaldo Carvalho: Il PCdoB, a fianco del PT, degli altri partiti progressisti e dei movimenti sociali, sostiene il governo della presidente Dilma, respinge il golpe, è impegnato nel successo delle manifestazioni popolari in difesa della democrazia, e immerso in un’intensa attività politica nell’ambito delle sedi legislative per evitare l’impeachment. Il PCdoB ritiene che la battaglia politica in corso abbia un significato strategico, e che eserciterà un forte impatto sulla lotta dei lavoratori e del popolo brasiliano, come pure su quella di tutta l’America Latina, per la sua emancipazione nazionale e sociale.

Intervista a José Reinaldo Carvalho*
da www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

* Segretario delle Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Brasile

Tribuno del Popolo

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