Destra e Sinistra esistono o non esistono?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Destra e Sinistra esistono o non esistono?

Destra e Sinistra esistono o non esistono?

Ultimamente è di moda dire che “destra” e “sinistra” non esistono più. Ma ha senso una affermazione di questo tipo? Secondo noi esistono eccome, e negarlo favorisce comunque una delle due parti.

Basta fare un giro veloce su internet, magari dando una scorsa distratta ai commenti ai margini dei vari articoli di politica o cronaca, per comprendere come questo concetto dell’ obsolescenza di “destra” e “sinistra” sia ormai ampiamente diffuso. Molti italiani insomma sono convinti che sia sbagliato e inutile continuare a usare vecchie etichette, anche se probabilmente non hanno ben chiaro nella mente il significato di queste etichette e il perchè sono state create. Innanzitutto occorrerebbe, come spesso accade, rinfrescare un pò la memoria storica, ricordando le origini di questi due termini. Tutto nacque con la Rivoluzione Francese, quando durante gli Stati Generali e l’Assemblea Nazionale i rivoluzionari fautori della Repubblica si sedettero a sinistra e i conservatori che si battevano per mantenere i privilegi dell’ Ancien Règime si sedettero a destra. Proprio così, è da allora che la nostra civiltà da per assodata la divisione tra “destra” e “sinistra”, tra difesa dei privilegi e spinta progressista verso libertà ed uguaglianza. Da allora chiaramente molte cose sono cambiate e sinistra e destra, ovvio, non rappresentano più quella divisione schematica, le cose si sono ingarbugliate parallelamente alla complessità progressiva della società. Così, nel corso dell’Ottocento, la nascita dei partiti socialisti e lo sviluppo del pensiero liberale portò a una ulteriore complessità della divisione tra “destra” e “sinistra”, con la destra che sposò per certi versi il concetto di “Capitale”, e la sinistra che scelse invece il concetto di “Lavoro”. Nel XX secolo poi le cose si svilupparono ulteriormente, e ben fa ricordare, come ha fatto Aldo Giannuli in un suo articolo “Destra e Sinistra cosa significano”, che il fascismo si presentò spesso come “l’anti ottantanove”, proponendo quindi se stesso come l’antitesi (torniamo sempre lì) della Rivoluzione Francese, ovvero per il rifiuto “tanto del principio di libertà quanto quello di eguaglianza“. In questo senso Giannuli ha approfondito molto bene come essere di destra, ovviamente, non implichi essere giocoforza anche dei fascisti. Tuttavia “fra fascisti e liberali (sostenitori del principio di libertà ma non di quello di eguaglianza) c’è un’area politica di cui si parla sempre poco, quella dei conservatori sostenitori del principio di individualismo proprietario (come Burke) e non di rado ostili anche al principio di libertà (come i tedesco nazionali di Hugenberg o i nazionalisti di Federzoni). Quindi abbiamo un continuum di posizioni che vanno da un estremo all’altro distinguendo varie gradazioni tanto di destra  quanto di sinistra, ma sempre su una scala valoriale che segna il massimo di libertà ed eguaglianza a sinistra ed il minimo a destra.”

Insomma la divisione tra “destra” e “sinistra” fa riferimento ai criteri e ai valori cui si fa riferimento per la scelta dell’agire politico, fa riferimento al disegno che si vorrebbe dare alla società, di conseguenza una società davvero senza diversità di “destra” e “sinistra” diventerebbe una società senza valori dal momento che in questo modo la politica diventerebbe una semplice amministrazione quotidiana del’esistente. Non solo, sostenere che “destra” e “sinistra” non esistano più in una situazione nella quale i valori predominanti pendono dall’una o dall’altra parte, significa sostanzialmente “congelare” i valori presenti nella società che avrebbe così solo l’illusione di essere “apolitica” ma sarebbe invece di destra o sinistra inconsapevolmente. Ma dato che l’uomo è animale complesso e non è possibile, per fortuna, che vi sia un pensiero unico, ecco che si tornerebbe di nuovo alla necessità, prima o dopo, di differenziare l’offerta politica, così prima o dopo tornerebbero inevitabilmente altri schieramenti politici magari con nomi differenti ma che avrebbero lo stesso senso della divisione “sinistra” o “destra”. Si può poi certamente opinare che siano i valori che dividono destra e sinistra a essere ormai desueti, ma almeno ci vogliate concedere di dire che secondo noi è così, e purtroppo sono proprio quei valori che, mai come oggi, hanno diviso la società e soprattutto sono molto attuali.

Gracchus Babeuf

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