"Destra e Sinistra non esistono più": l'ultimo inganno di chi ha finito gli argomentiTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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“Destra e Sinistra non esistono più”: l’ultimo inganno di chi ha finito gli argomenti

“Destra e Sinistra non esistono più”: l’ultimo inganno di chi ha finito gli argomenti

In questi tempi convulsi e difficili diventa sempre più di moda sostenere che “Destra e Sinistra non esistono più”. Una colossale bugia che cercheremo di confutare con le righe che seguono, una bugia cavalcata dalla destra europea e mondiale per operare l’ultimo dei mascheramenti e che sta riscuotendo successi in tutti i settori della società.

Recentemente Marine Le Pen ha concesso una intervista molto interessante in cui ha parlato apertamente del suo concetto di politica. Ovviamente lo ha fatto occupando lo spazio dell’estrema destra e la sua risposta riteniamo che la dica lunga riguardo al complesso discorso che vorremmo provare a impostare. Alla domanda se la Le Pen voglia o meno cambiare il nome del Front National alla luce del fatto che Matteo Renzi stia pensando di cambiare il nome di “Pd” in Partito della Nazione, e in Francia Manuel Valls ha cancellato il nome “socialista” dal suo partito, la femme fatal dell’estrema destra europea ha risposto senza fraintendimenti: “Stiamo assistendo a una ricomposizione della politica: destra e sinistra non esistono più, la vera differenza è tra mondialisti da una parte e difensori della sovranità nazionale dall’altra. Monsieur Renzi rappresenta una visione europeista, post nazionale, è dalla parte dei mondialisti. Se vuole cambiare nome al Pd gli suggerisco di chiamarlo: Partito della post nazione. Il partito della nazione lo faccio io”. Insomma il concetto è stato espresso con sufficiente chiarezza: destra e sinistra non esistono più. Lo spunto della Le Pen su mondialisti e difensori della sovranità nazionale è per certi versi stimolante ed interessante, e infatti sono molti coloro che pur avendo una formazione di sinistra in quest’epoca priva di riferimenti politici e di rappresentanza finiscono per cadere alle sirene di questo modo di approcciarsi alla realtà. Peccato che questa visione offerta dall’estrema destra sia una visione strumentale, una visione propagandistica utilizzate per fare proseliti e per uscire dall’angolo in cui li aveva relegati la storia del XX secolo. Sostenere che “destra e sinistra” non esistono più è di per sè una grandissima bugia dal momento che destra e sinistra non sono concetti fissi e immobili nel tempo. Destra e Sinistra sono convenzioni per classificare l’agire umano nell’ambito politico e per differenziare l’offerta politica, e non basta dichiarare che non esistono più per modificare la realtà. Destra e Sinistra esistono nella misura in cui per “Destra” si intendono coloro i quali sono contrari a un cambiamento sociale per diversi motivi, per “Sinistra” al contrario quelli che ritengono il modo in cui è organizzata la società ingiusto e vorrebbero instaurare un cambiamento sociale. Ma anche così non basta, sono definizioni monche, insufficienti. Ed è qui che subentra Marx, l’uomo che più di tutti ha saputo cogliere l’essenza del divenire storico come uno scontro tra classi sociali, e qui il suo approccio ci convince, permettendoci di andare oltre e sostenere che per “Destra” possiamo quindi intendere quell’insieme di valori, concetti, politiche e credi che sono propri della classe dominante, che per sua stessa natura è conservatrice dal momento che intende blindare e conservare il proprio privilegio; mentre per “Sinistra” i valori e le politiche sono quelli delle classe sociali subalterne, quelle per intenderci che sono escluse dalla gestione del potere e dal possesso dei beni di produzione. Questa è l’unica distinzione tra “destra” e “sinistra” che ci sembra fondata, ed è anche una distinzione che mette a nudo l’inganno cavalcato dalla Le Pen e da altri analisti e intellettuali in quanto fin quando esisteranno classi sociali differenti esisteranno anche politiche differenti. Di conseguenza sostenere che “destra” e “sinistra” non esistono più in una Europa contrassegnata da politiche economiche neoliberiste e da pulsioni popolari razziste e xenofobe, significa sostanzialmente operare un inganno raffinato volto a far percepire la cultura di “destra” dominante come normalità. Non solo, i neofascisti e l’estrema destra nazionalista europea sconfitta dalla storia approfitta in questo modo della crisi economica per cammuffarsi dietro l’interesse nazionale, e dichiarare di essere “nazionalisti” e non di destra è solo l’ultimo dei travestimenti tentati dall’estrema destra europea. Ma se quella di Le Pen è ancora destra eccome, quella di Valls e Renzi di certo non è sinistra sotto nessun punto di vista. La loro “sinistra” proprio come la “destra” di Le Pen fa gli interessi a sua volta della classe dominante, e sotto questo punto di vista la politica francese ha ragione dal momento che sia la destra che la sinistra in questa fase storica fanno gli interessi del capitale, e poco importa che questo capitale sia sovranista o mondialista. Quindi semmai si potrebbe sostenere che viviamo in un mondo in cui destra e sinistra non esistono più perchè ha vinto la destra e quindi in realtà la scelta è tra una destra nazionalista e una destra finanziaria; la sinistra quella vera, quella marxista, per noi l’unica sinistra possibile, esiste come concetto e come idea ma a oggi, almeno in Europa Occidentale, è fuori dai giochi dalla caduta dell’Urss. Di conseguenza a nostro giudizio la colpa della crisi economica e sociale del XXI secolo è da addebitarsi interamente e integralmente alla “destra” che ha ormai pervaso la nostra società dei suoi valori talmente in profondità da farli introiettare ai cittadini senza che se ne siano nemmeno accorti. Per questo ci vorrebbe una sinistra che rompa questa gabbia, una sinistra che la smetta di essere la “sinistra del Re” e la “sinistra del capitale” per vestire la maschera della sinistra popolare, anticapitalista e marxista. Anche per questo in molti continuano a ripetere come un mantra che “destra e sinistra non esistono più”, sperano forse ripetendolo a parole di mettere per sempre nell’olblio Karl Marx, l’unico uomo che ha concepito degli strumenti per cambiarlo, il mondo.

Gracchus Babeuf

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