Di Canio? No grazie. Lezione di antifascismo dall'Inghilterra | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Di Canio? No grazie. Lezione di antifascismo dall’Inghilterra

Con una decisione coraggiosa David Miliband, direttore esecutivo del Sunderland ed ex ministro degli Esteri laburista, si è dimesso dopo aver saputo che il suo club ha chiamato sulla panchina Paolo Di Canio, personaggio compromesso con idee vicine al fascismo.

di canio

In molti ricorderete senz’altro Paolo Di Canio quando, con indosso la maglia della Lazio, esultava sotto la curva a braccio teso. Si trattava del saluto romano, il saluto utilizzato da neofascisti e nostalgici del regime fascista, un gesto che ha qualificato per sempre Paolo Di Canio come vicino all’estrema destra. Lui stesso del resto nella sua autobiografia si dichiarava orgogliosamente fascista, ed era arrivato al punto di definire Mussolini come “uomo dai validi principi etici, che è stato incompreso”. Anche in Inghilterra non hanno dimenticato il gesto del controverso giocatore italiano, che peraltro da tempo allena proprio in Inghilterra. Il Suderland, famoso club inglese, ha chiamato proprio lui sulla panchina della squadra, scatenando un vero e proprio polverone. David Miliband, direttore esecutivo del club, ha infatti rassegnato subito le dimissioni dopo la notizia. Miliband, ex ministro laburista ed ex delfino di Tony Blair, ha infatti scritto sul suo sito web: “Auguro al Sunderland un futuro pieno di successi. E’ una grande istituzione che ha fatto tanto per il Nordest britannico e faccio tanti auguri alla squadra per le prossime sette partite decisive. Tuttavia, alla luce delle dichiarazioni politiche fatte in passato dal nuovo manager, credo sia giusto lasciare”. Una bomba clamorosa, una notizia che rimbomba da Oltremanica fino a casa nostra, dove nessuno avrebbe mai fatto un gesto simile. Una vera lezione di antifascismo cui noi plaudiamo e che viene dal fratello di Ed Miliband, l’attuale segretario del partito laburista britannico. David ha annunciato pochi giorni fa di volersi ritirare dalla politica attiva, e non è stato l’unico a essere perplesso dopo i contatti tra Sunderland e Di Canio. Un pò tutti sulla Bbc hanno preso le distanze dalle simpatie politiche di Di Canio, lo stesso che si è tatuato la parola “Dux” sul braccio e che era stato accusato di razzismo per una polemica sulla panchina dello Swindon Town, quando il giocatore di colore Tehoue lo ha accusato di averlo allontanato per motivi razzisti. Ora però Di Canio proverà a salvare il Sunderland in Premier League, noi speriamo che anche i tifosi della squadra gli dimostrino che l’antifascismo non è un valore negoziabile, nemmeno nello sport.

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