Di Pietro fa il "Grillo" e si lancia all'attacco di Napolitano: "Aveva ragione Craxi" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Di Pietro fa il “Grillo” e si lancia all’attacco di Napolitano: “Aveva ragione Craxi”

Antonio Di Pietro non rinuncia a un ruolo di protagonista nonostante, almeno per il momento, la sua alleanza con il Pd sia stata compromessa. Oggi il leader dell’Idv ha attaccato frontalmente Giorgio Napolitano, tirando fuori dal cassetto le accuse che gli fece Bettino Craxi nel 1993.

Foto tratta da: http://www.flickr.com/photos/webgol/3488741898/

 

Antonio Di Pietro dà ragione a Bettino Craxi. Non stiamo scherzando, questa volta il leader dell’Italia dei Valori ha deciso di lanciare un nuovo attacco frontale al Capo dello Stato, e lo ha fatto tirando fuori dal cassetto alcune dichiarazioni che Craxi aveva fatto durante un interrogatorio formale nel lontano 1993, nel pieno della pubblica udienza del processo Enimont, uno dei cardini su cui fu costruita l’impalcatura di Tangentopoli. Questa mattina Di Pietro ha detto al settimanale “Oggi” che  le parole con cui Craxi parlò a suo tempo di Giorgio Napolitano hanno un fondamento. Esistono due Giorgio Napolitano: quello che ci racconta oggi la pubblicistica ufficiale, il limpido garante della Costituzione, e quello che raccontò l’imputato Bettino Craxi in un interrogatorio formale, reso, nel 1993, durante una pubblica udienza del processo Enimont, uno dei più importanti di Tangentopoli“, queste le parole pronunciate dall’ex magistrato. Chiaramente il Quirinale ha subito risposto per le rime parlando di “nuovi, assurdi artifizi provocatori nel quotidiano crescendo di un’aggressiva polemica personale contro il presidente della Repubblica“, ma ormai il danno è fatto. Ma torniamo a qualche anno fa. Siamo ai tempi di Tangentopoli quando la Prima Repubblica stava crollando sotto il peso degli scandali. Craxi nel 1993 aveva accusato Napolitano di avere legami oscuri con l’Urss, come ha ricordato oggi Di Pietro: “Craxi descriveva quel Napolitano, esponente di spicco del Pci nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della Prima Repubblica specie coltivando i suoi rapporti con Mosca. Io credo che in quell’interrogatorio formale, che io condussi davanti al giudice, Craxi stesse rivelando fatti veri perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti.Ora delle due l’una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure”, parole e accuse pesanti quelle del leader dell’Idv, parole che sanno di rottura definitiva. Ma Di Pietro dovrà guardarsi anche e soprattutto in casa dal momento che il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, già critico con Di Pietro, potrebbe anche decidere di smarcarsi dalle posizioni oltranziste dell’Idv. Del resto Donadi non è da solo, anche Elio Lannutti ha voluto prendere le distanze: “Non so come si può andare avanti così… ma come si fa a dare ragione a Craxi? È una cosa imbarazzante“. Insomma Di Pietro ha deciso di gareggiare con Grillo sul suo stesso terreno, e pensare che uno sembrava essere più che sufficiente.

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