Diaz. Arriva giustizia 13 anni dopoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Diaz. Arriva giustizia 13 anni dopo

Diaz. Arriva giustizia 13 anni dopo

Dopo 13 anni finalmente arriva giustizia per la vergognosa irruzione nella scuola Diaz, a Genova, l’evento culminante del G8 di Genova. Arrestati 11 dei poliziotti condannati in via definitiva per l’irruzione del 21 luglio 2001.

Alla fine giustizia è arrivata anche se dopo un colpevole ritardo di oltre 13 anni. Stiamo parlando di quello che successe a Genova, quando il 21 luglio 2001 in quel della scuola Diaz, la polizia fece irruzione picchiando a sangue decine di ragazzi. A distanza di 13 anni finalmente è stata fatta giustizia con l’ordine del tribunale di Genova che ha sancito l’arresto di 11 dei poliziotti condannati in via definitiva per l’irruzione della Diaz e per l’introduzione di prove false che erano servite a “giustificare” la macelleria messicana che causò 87 feriti gravi e gravissimi, tra cui anche giornalisti e cittadini stranieri. Una vergogna indicibile per il nostro Paese, rimasta impunita per anni, poi il 31 dicembre sono scattate le manette anche per Spartaco Mortola, ai tempi capo della Digos di Genova poi diventato questore vicario di Torino e capo della Polfer, e Giovanni Luperi, ex dirigente Ucigos poi passato ai servizi segreti prima della pensione. Secondo quanto stabilito dalla sentenza definitiva emessa dalla Cassazione nel luglio scorso, i due devono ancora scontare rispettivamente otto mesi e un anno di reclusione (sui quattro di condanna). I due passeranno i mesi rimanenti agli arresti domiciliari, e questo grazie al decreto svuota-carceri del ministro della Giustizia Cancellieri che ha evitato loro l’esperienza di una vera cella dopo che il tribunale di Sorveglianza di Genova ha respinto le richieste di affidamento ai servizi. Manette poche ore prima anche per Francesco Gratteri, ex capo dello Sco ed ex numero tre della Polizia italiana prima della condanna a un anno di arresti domiciliari, e per Gilberto Caldarozzi, ex capo dello Sco, che dovrà scontare anche lui ai domiciliari altri otto mesi. Il tribunale di sorveglianza ha poi negato l’affidamento ai servizi, confermando la detenzione domiciliare, anche a Nando Dominici, ex capo della squadra Mobile di Genova, Filippo Ferri, ex capo della squadra mobile di Firenze, Massimo Nucera, l’agente che finse di essere stato accoltellato di fronte alla Diaz, Salvatore Gava, ex capo della Mobile di Viterbo, e Fabio Ciccimarra, ex capo della Mobile dell’Aquila.

Il dato che emerge però è che questi personaggi non si sono mai pentiti, non hanno voluto mai risarcire le vittime. Anche per questo il Tribunale di sorveglianza di Genova ha deciso di negare l’affidamento in prova a Gratteri con dodici pagine di ordinanza nelle quali i giudici hanno sottolineato come Gratteri non abbia fatto alcuna pubblica assunzione di responsabilità su quanto successo e non abbia mai affrontato un risarcimento, nemmeno parziale, delle vittime. L’unico cui i giudici di sorveglianza hanno concesso l’affidamento in prova è stato Pietro Troiani, l’uomo che ha materialmente introdotto le molotov false nella Diaz, e questo perchè almeno lui ha fatto ammissioni di responsabilità.

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