"Die Zeit" indica la strada all'Europa: "Più" Russia e "meno" UsaTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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“Die Zeit” indica la strada all’Europa: “Più” Russia e “meno” Usa

 Il settimanale tedesco “Die Zeit” ha “osato” attaccare la politica estera dell’Ue, con particolare riguardo all’Ucraina. Gli analisti tedeschi suggeriscono all’Europa di smetterla di sottomettersi agli Usa e difendere i propri interessi.

Non tutti in Europa sembrano rassegnati a subire la linea americana e soprattutto a cercare di renderla giustificabile agli occhi dell’opinione pubblica. Die Zeit ad esempio, settimanale tedesco non certo di simpatie bolsceviche, ha fatto uscire il 6 giugno scorso un interessante articolo di Chris Luenen, il direttore del programma geopolitico del Global Policy Institute di Londra, nel quale è stato fatto un sostanziale attacco alla politica imperialista degli Stati Uniti, e con un particolare riferimento alla situazione in Ucraina. Luenen ha sostanzialmente spiegato che l’Ue dovrebbe smetterla di sottomettersi alle strategie di politica estera degli Stati Uniti per cominciare a fare i propri interessi, e non quelli di Washington. L’articolo di Luenen era titolato significativamente “Politica estera: L’Europa deve ricalibrare le relazioni con gli Usa“, e l’analista ha constatato con poche righe come l’Unione Europea segua una strategia definita unilateralmente da Washington, rinunciando così a priori a far valere i propri interessi. Ad esempio l’Europa dovrebbe storicamente avere rapporti con la Russia, ma questi rapporti, per ovvi motivi, non vanno già agli Usa. Secondo l’autore insomma l’Ue dovrebbe avere stretti legami con la Russia, cercando di imporre i propri interessi anche agli amici. Del resto lo stesso Luenen non è uno sprovveduto, ricorda perfettamente le parole dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Zbigniew Brzezinski, il quale ha definito l’Europa una irrinunicabile testa di ponte geopolitica degli USA nel territorio eurasiatico. Evidentemente però l’opinione pubblica italiana e di altri paesi è troppo asservita e sonnacchiosa per un sussulto di dignità,  e preferisce subire in modo prono i diktat della Casa Bianca. Del resto lo stesso Brzezinski nel 1997 aveva detto dell’Ucraina: “Senza l’Ucrania, la Russia non è più un impero euro-asiatico (…) Se invece M0sca dovesse riconquistare il dominio sull’Ucrania con 52 millioni di abitanti, importanti risorse naturali e l’accesso al Mar Nero, la Russia otterrebbe automaticamente i mezzi per diventare un impero potente di estensione euro-asiatica.” (Brzesinski, The Grand Chessboard, 1997). Da qui la conclusione di Leunen, ovvero che “sarebbe abbastanza facile cercare di assicurare gli interessi occidentali in fatto di energia e di sicurezza tramite la costruzione di un partenariato con la Russia (e con l’Iran), piuttosto che che continuare a mirare di sottomettere la Russia agli interessi e strutture occidentali”. Invece si preferisce andare a “sfottere” la Russia minacciando di espandere la Nato. E non è casuale che questa opinione compaia proprio su un settimanale tedesco, vi siete già scordati lo scandalo dell’NSA con Angela Merkel che era stata controllata dagli spioni americani? 

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