Dieci buoni motivi per non intervenire in Libia | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Dieci buoni motivi per non intervenire in Libia

L’intervento a guida italiana in Libia sembra ormai essere inevitabile. Inutile ricordare come si tratti di una mossa decisamente avventata che rischia di trascinare il nostro Paese, già in difficoltà, nei lidi inesplorati della guerra. Abbiamo individuato dieci buoni motivi per tenerci fuori da un conflitto insensato e portato avanti per gli interessi di qualcun altro.

1-Art.11 l’Italia ripudia la guerra. “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo“. Inutile dire che la guerra in Libia non sarebbe affatto una missione umanitaria ma un conflitto vero e proprio che andrebbe quindi in contraddizione con la Costituzione. Capirai, fosse la prima volta..

2- Intervenire in Libia non servirebbe a niente. E’ un assoluto controsenso intervenire ora in una Libia divisa tra tre diversi governi, in quanto non ci sarebbe alcun tipo di garanzia circa una stabilizzazione del Paese.

3- Alti rischi collaterali. Intervenendo in Libia non solo ci cacceremmo in un ginepraio inestricabile ma metteremmo a repentaglio la vita dei soldati e anche dei civili in quanto potrebbero esserci rischi di ritorsioni e attentati terroristici. Non dimentichiamo che finora l’Italia ha tenuto un basso profilo.

4- Chi ha deciso la cacciata di Gheddafi dovrebbe essere lui a impegnarsi in prima fila, invece così sembra quasi che si cerchi di scaricare sull’Italia i costi di una guerra che potrebbe rivelarsi un vero e proprio buco nero.

5- I costi. Fare la guerra e costa e quindi la guerra in Libia non sarebbe da meno. Quanto costerà mantenere migliaia di soldati in Libia con tanto di attrezzature militari, benzina, logistica e quant’altro? Possiamo davvero permettercelo?

6- Quanto tutto questo era preparato da tempo? Non c’è il dubbio che in qualche modo ci si aspettasse di entrare in un periodo di guerre quando si decise di acquistare i famigerati F-35?

7- La creazione di un precedente. Finora l’Italia era sempre riuscita a ritagliarsi un ruolo defilato nelle “missioni di pace”, ora in Libia assumerebbe un ruolo primario creando così un precedente pericoloso visto che ci stiamo dirigendo in un’era di grande instabilità.

8- Assenza di chiarezza. Quanto questa decisione è stata presa autonomamente dal nostro governo e quanto si è trattato di una scelta “imposta” e quindi di un vero e proprio diktat ricevuto dal nostro Paese?

9- Bomba migranti. Intervenendo in Libia non c’è nessuna garanzia che l’afflusso di profughi diminuisca, anzi. La guerra potrebbe allargarsi e portare quindi anche a un incremento della popolazione in fuga.

10- La guerra potrebbe essere un boomerang negativo screditando il ruolo di terzietà dell’Italia in Medio Oriente. Dopo che interverremo in Libia verremo a quel punto giustamente considerati alla stessa stregua delle altre potenze europee come la Francia, con tutte le conseguenze del caso.

Tribuno Del Popolo

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