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mercoledì , 18 gennaio 2017
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Difendere il carattere rivoluzionario del partito comunista

Difendere il carattere rivoluzionario del partito comunista

Dal crollo delle prime esperienze di costruzione del socialismo in Unione Sovietica e nei paesi dell’Europa orientale, il mondo è passato attraverso molte trasformazioni.

Cambiamenti radicali nella correlazione di forze tra correnti rivoluzionarie e imperialismo segnano negativamente lo sviluppo della lotta di liberazione nazionale e sociale dei popoli e delle masse lavoratrici di tutto il mondo. Sebbene possa essere vero che in questo inizio di XXI secolo si registrano lenti passaggi positivi in relazione all’accumulazione delle forze, è necessario riconoscere che viviamo e operiamo ancora in un quadro di generale sconfitta storica delle forze della rivoluzione e del socialismo, del tutto in contrasto con la gloriosa epoca della storia dell’umanità che partì dal 1848, quando Marx ed Engels scrissero il documento di fondazione del socialismo scientifico, il Manifesto del Partito Comunista. E’ innegabile che da quell’evento, i lavoratori e i popoli oppressi si lanciarono in imprese epiche e gloriose per “assaltare il cielo e conquistarlo”, ed effettivamente si registrarono straordinarie vittorie che segnarono e condizionarono lo sviluppo di tutta una epoca storica. Le pietre miliari di questo periodo furono la Comune di Parigi (1871), la Rivoluzione dei Soviet (1917), la costruzione del socialismo lungo il XX secolo, e le lotte anticolonialiste e antimperialiste dei popoli e delle nazioni oppresse.

E’ stata una grande epoca, di affermazione teorica e pratica del partito comunista. E’ innegabile che laddove queste conquiste sono state liquidate, la storia ha fatto grandi passi indietro, e questa situazione oggettivamente influenza il processo di abbassamento di coscienza e aumenta le tendenze di capitolazione. Dopo aver distrutto importanti conquiste della civiltà, la sconfitta storica del socialismo diffonde i suoi effetti deleteri, soprattutto sul piano della soggettività. I principi di teoria e pratica rivoluzionari sono oggetto di sistematica negazione, e la presunta forza dei fatti viene confermata da dogmi revisionisti, che si presentano come versioni impreziosite di liquidazionismo e di opportunismo di destra, acquisendo riconoscimenti, “cittadinanza”, fino a diventare oggetti di culto.

Il concetto stesso del Partito comunista, la sua necessità come strumento per dirigere la lotta per l’emancipazione della classe operaia, è messo in discussione. Si sostiene che gli attuali processi di trasformazione politica e sociale prescindono da un partito di questo tipo, e nel caso di una sua conservazione, esso dovrebbe passare attraverso modifiche politiche, organizzative e ideologiche che lo trasformerebbero nel suo contrario. Il partito, pur mantenendo il nome, perderebbe la sua identità, la sua essenza e il suo carattere di classe.
In un contesto di attacco alle conquiste del proletariato e di offensiva ideologica contro i valori del socialismo e i principi del partito comunista, è comune la tendenza ad adattarsi all’ideologia dominante, a dichiarare superata la dottrina marxista-leninista, e l’impianto teorico filosofico del socialismo scientifico viene occultato in nome di nuove formulazioni “contemporanee”.
E’ meritorio e degno di nota lo sforzo che sta facendo il Partito per, mantenendo la sua essenza, la sua identità di partito della classe operaia il cui obiettivo programmatico è il socialismo, navigare attualmente nelle pericolose acque della contro-rivoluzione e cercare di fare di meglio, anche attraverso forme e nuovi modi di lavoro, al fine di presentarsi come alternativa politica, evitando l’isolamento e sfuggendo da un’attitudine caricaturale, settaria e totalmente slegata dalla realtà.

Principalmente, attraverso una formulazione programmatica coerente con la realtà del Brasile e del mondo e di una presa di posizione coraggiosa nell’adozione di una tattica ampia, combattiva e flessibile, il Partito assume l’importante compito di crescere, diventando una potente forza politica, anche elettoralmente parlando, di massa, sotto la direzione di quadri politicamente e ideologicamente preparati. Non ci sono opuscoli, modelli, schemi o dogmi che ci spiegano come si fa, ma lo impariamo noi stessi strada facendo, attraverso la pratica e basandoci sulla prospettiva storica. Sostenere governi progressisti, partecipando noi stessi, è una circostanza fortuita e una opportunità che la storia ci ha dato.
Saper trarre profitto da ciò per accumulare forze si sta dimostrando un percorso valido per il rafforzamento del Partito, per approfondire il suo legame con la classe operaia e lavoratrice come forza politica capace di condurre una rivoluzione politico-sociale.
Attraverso la discussione delle tesi del 13’ Congresso, la direzione del PCdoB fa uno sforzo per sistematizzare l’attuale esperienza della costruzione del partito nel nuovo periodo storico, sia in termini mondiali, che in un nuovo quadro politico a livello nazionale.

Ma il documento non delinea quello che sembra essere la principale sfida del momento per quanto riguarda l’esistenza del Partito: crescere, difendendo allo stesso tempo il suo proprio carattere comunista e rivoluzionario. Circola nel Partito una concezione – che divenne prevalente in altre correnti che lottavano per il socialismo e dopo rinnegarono tutto – secondo la quale il movimento tattico è tutto, e il fine il nulla.

Con l’aggravante di confondere il movimento tattico con l’azione di governo, limitando a questo il fine ultimo e l’orizzonte del Partito – anche se i loro documenti dicono il contrario - Circola nel Partito – senza essere dominante – la concezione liquidazionista che suppone superato il Partito come forma superiore di organizazzione della classe operaia. E ‘innegabile che viviamo in un periodo di conquista e di crescita quantitativa, così come l’influenza politica del Partito, ma non dovremmo leggere la realtà come Pollyanna e vedere sempre un lato positivo anche in ciò che non sta andando bene.Possiamo e dobbiamo approfittare del dibattito congressuale per fare chiarezza – senza nervosismi, senza accodamenti né divisioni – con la responsabilità che abbiamo, una buona battaglia ideologica, per rafforzare un Partito che sia all’altezza delle proprie sfide storiche.
Soprattutto perché la buona battaglia ideologica sulle sbagliate tendenze è indispensabile per mantenere il timone sulla giusta rotta nella conduzione del Partito.

Questa è la ragione perché propongo che il tema sul Partito non sia trattato appena superficialmente in una chiave di lettura generale di “Virtù e vicissitudini” proposta nella tesi, ma in una prospettiva più ampia e di fondo sul carattere del Partito, i suoi obiettivi permanenti, la direzione strategica della sua azione e la missione storica dei comunisti. In una realtà in continuo cambiamento, senza alcun dubbio i principi sono talvolta adattabili, altri in certi momenti non si rendono necessari. Non ci sono problemi a flessibilizzare norme e forme, né si deve perseguire la costruzione di un Partito secondo modelli e forme utili in altre latitudini ed epoche. E’ di grande valore pratico sperimentare nuove forme di attuazione, inventare nuovi accorgimenti organizzativi, nuovi metodi di legame con le masse lavoratrici.

Tuttavia, l’arte e la scienza che esige il nostro grande collettivo è di fare tutto ciò con lo scopo di perfezionare il carattere del Partito come il Partito della lotta di classe, della rivoluzione, della lotta per il socialismo e per le idee del comunismo

FONTE ORIGINALE :http://www.zereinaldo.blog.br/index.php/254-defender-o-carater-revolucionario-do-partido-c - See more at: http://www.centrogramsci.it/documenti/carvalho.htm#sthash.nffA7neA.dpuf

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