Diliberto in esclusiva: "Basta con la sinistra che si vergogna di se stessa, con Ingroia applichiamo la Costituzione" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Diliberto in esclusiva: “Basta con la sinistra che si vergogna di se stessa, con Ingroia applichiamo la Costituzione”

In esclusiva per il Tribuno del Popolo, il segretario del PdCI Oliviero Diliberto ha risposto ad alcune domande sulla difficile situazione che attraversa la sinistra italiana a circa un mese dalle elezioni politiche del 24 febbraio. 

oliver

Oliviero Diliberto, ci risiamo. Torna la sinistra che si divide.
Non certo per colpa nostra. C’è una parte del centrosinistra che ha deciso di non parlare al suo popolo.
Cosa intende?
Nel 2008 il divorzio fu consensuale. Noi ci opponemmo, ma Bertinotti e Veltroni erano d’accordo. Oggi è molto diverso, abbiamo tentato di dialogare coi democratici, tentando di sottrarli all’abbraccio mortale di Monti. E invece…
E invece andate da soli…
Siamo convinti di essere sulla strada giusta. Ci consideriamo alternativi a Berlusconi e a Monti. Il centrosinistra invece chiede il voto utile contro il primo e finirà per governare con il secondo. Non possiamo essere d’accordo.
Eppure lei ci ha provato fino alla fine…
Si, io da sempre mi voglio porre la sfida del governo.
Come Vendola…
Rispetto la sua scelta. Però rilevo che dice le stesse cose che diciamo noi su moltissimi temi. Eppure ha già cominciato ad attaccarci. Ingroia ha sempre usato belle parole per lui. Speriamo che la campagna elettorale non prenda questa piega.
Dice che siete residuali…
Questa è un’accusa senza fondamento. Rivoluzione Civile è una novità nel panorama politico, ma ha l’ambizione di cambiare le cose veramente. Una volta in Parlamento porremo dei temi all’ordine del giorno. A cominciare dal lavoro e la legalità.
L’articolo 18…
Ecco, vede. Se si parla di contraddizioni Vendola non può riconoscere la sua. Ha firmato con noi per il ripristino dell’articolo 18, ma nella sua campagna elettorale non potrà dirlo. Oppure i diritti civili, dove non mi pare vi sia accordo nel centrosinistra.
Cominciate con i distinguo?
No, vede, io mi sono stancato della sinistra che si vergogna di se stessa. Il popolo del Partito Democratico è progressista, affonda le sue radici nel vecchio Pci. Eppure i suoi dirigenti lo portano a trattare con il peggio della tecnocrazia. Per fortuna alcune evidenze ci confortano…
Quali?
Ha visto il sondaggio che dice che oltre la metà di elettori del centrosinistra avrebbe voluto il dialogo con noi? Io penso che non si tratti di questioni ideologiche, ma pratiche. Quando diciamo, e non in maniera retorica, di voler applicare la nostra Costituzione, la gente ci capisce. Sa che significa porre al centro lavoro, diritti, giustizia sociale. Il contrario del programma di Monti, che non a caso ha un’idea un poco strana di democrazia.
Onorevole Diliberto, lei si candida al Senato in Emilia-Romagna. Favia dice che si tratta di un gesto di generosità politica, visto che è una scommessa.
Ho letto, lo ringrazio perché pur venendo da una storia molto diversa dalla mia, ha dimostrato grande maturità. Detto ciò, come lei sa io non ho mai sgomitato per un posto in Parlamento. Nel 2008 ho ceduto il mio posto a un operaio. La mia candidatura è per rappresentare il mio partito, che viene da 5 anni di impegno costante ancorché poco visibile. Comunque l’8% è alla portata anche in Emilia-Romagna. La campagna elettorale non è ancora iniziata e io sono d’accordo con Ingroia. Quando riusciremo a comunicare il nostro progetto agli italiani, in moltissimi si troveranno d’accordo. Si tratta di valorizzare la nostra Costituzione. E un magistrato antimafia con una sana cultura politica è il marchio di fabbrica.
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Nessun commento

  1. ermannomasciulli

    Io, Diliberto e Vendola, ci capiamo. Occorre un altro piccolo sforzo per capirci con Vendola. Buona Rivoluzione a tutti!

    • ermannomasciulli

      Lapsus……Io, Diliberto ed ingroia, ci capiamo. Occorre un altro piccolo sforzo per capirci con Vendola. Buona Rivoluzione a tutti!

  2. Pietro Nicola Gregoarce

    Ma si tratta di “prendere il potere”! La semplice difesa di diritti non basta più, non può bastare dinnanzia all’evolversi dell’economia, che implica rapporti diversi rispetto al passato, il superamento anche di modalità appartenenti al passato “compromesso socialdemocratico”. C’è bisogno di meno merci merci, e di meno quantità di ore lavorate, c’è bisogno di meno burocrazia, e di meno lavoro assistito. Ma è necessario garantire il minimo vitale a tutti, ma superando le formule attuali di assistenza e assistenzialismo. Una nuova organizzazione dei tempi di lavoro della persona, un nuovo tipo di ripartizione della ricchezza, nuove forme di solidarietà sui bisogni al posto dell’aasistenzialismo burocratico destinato inevitabilmente e a “corrompersi”. La sicurezza di una istruzone sempre più elevata, più avanzata, più che l’aspetto formale dell’organizzazione burocratica. La sicurezza e l’avanzamento delle cure sanitarie. Come utilizzare al meglio le enerfgie disponibili, e quale sia la funzione di un governo nazionale in questa fase di inarrestabile espansione in tutto il mondo dei processi di produzione.
    Un governo “normale” fa le cose che deve fare, come un mero esecutore. Dobbiamo prendere atto di questo, e non contentarci.

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