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domenica , 17 dicembre 2017
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Dilma Rousseff critica i Paesi ricchi all´Assemblea dell´Onu

Per la seconda volta Dilma Rousseff ha avviato, a New York, i lavori della 67ª Assemblea generale delle Nazioni Unite respingendo fin dall´inizio al mittente, in questo caso gli Stati Uniti, le accuse di adottare misure protezionistiche a favore dei prodotti brasiliani: “Il protezionismo deve essere combattuto poiché conferisce una maggior competitività in maniera spuria” ha detto la presidente Dilma Rousseff che poi ha ribadito che le misure adottate dal governo brasiliano sono state “ingiustamente classificate come protezionismo”.

Tratto da http://www.scappoinbrasile.com/

Dall´altro lato ha accusato le economie avanzate di adottare politiche economiche ortodosse che non risolvono la crisi, ma anzi la aggravano a livello mondiale andando a colpire anche le economie emergenti: “Le banche centrali dei Paesi sviluppati insistono con le loro politiche monetarie e i  Paesi emergenti perdono mercato a causa della valutazione artificiale delle loro monete”.

Dilma Rousseff ha chiesto quindi un “ampio patto contro la disperazione provocata dalla disoccupazione e dalla mancanza di opportunità”, prima di ricordare come il Brasile abbia fatto la sua parte negli ultimi anni con gli investimenti in infrastruttura, educazione, tecnologia e innovazione oltre alle riforme strutturali nel welfare e aver mantenuto la responsabilità fiscale.

Parlando di politica estera, ha ribadito la necessità di riconoscere lo Stato palestinese come membro delle Nazioni Unite e il diritto di Israele alla pace per garantire la stabilità nell´area. Dilma ha poi chiesto nuovamente la riforma del Consiglio di Sicurezza dell´Onu, al quale aspira a farne parte il Brasile.

Sulla situazione siriana, la presidente brasiliana ha invocato la cessazione delle ostilità. Si è detta contraria ad un intervento armato e ha sottolineato che l´”unica strada possibile è quella della diplomazia e del dialogo”.

Dilma Rousseff ha poi ricordato il ruolo del Brasile in America Latina come vettore di pace e di stabilità. L´integrazione dovrà passare attraverso il Mercosul per rafforzare la democrazia nei Paesi sudamericani e caraibici. La presidente ha poi ricordato come l´intera regione sia libera dalle armi di distruzione di massa e ha invitato i governi a ridurre le spese militare e a fare di più per aiutare il miliardo di persone che ancora oggi soffre la fame.

Infine, come già proposto nel 2011, Dilma ha chiesto di mettere fine all´embargo contro Cuba che prosegue da decenni. “Il progresso economico di Cuba è pregiudicato dall´embargo che nuoce alla popolazione cubana” ha detto la presidente chiedendo “l´appoggio di tutti i Paesi” in favore dell´isola caraibica.

Andrea Torrente

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