Disoccupazione alle stelle, ormai è allarme rossoTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Disoccupazione alle stelle, ormai è allarme rosso

Allarme rosso disoccupazione in Italia. Lo conferma l’Istat che ha informato come a luglio il tasso di persone senza lavoro si sia attestato alla cifra record di 12,6%, un +0,5% rispetto all’ultimo anno che lascia interdetti sul futuro prossimo. 

L’austerità finora al posto che traghettare il Paese lontano dalla crisi economica lo sta avvolgendo giorno dopo giorno sempre più in catene invisibili. Stiamo parlando del tasso di disoccupazione che è tornato a salire vertiginosamente toccando la quota del 12,6% come confermato dai dati di luglio dell’Istat. Secondo i dati infatti il numero di persone senza lavoro sarebbe aumentato dello 0,5% negli ultimi dodici mesi; non solo nel mese scorso sarebbero 35.000 le persone che hanno perso il lavoro, più di mille al giorno, la fotografia di un Paese che sta cadendo nel baratro.Nel secondo trimestre, per gli uomini il tasso rimane stabile all’11,5%, mentre per le donne vola dal 12,8% al 13,4%. Aumenta inoltre il divario territoriale: si passa dall’8,4% del Nord al 20,3% del Sud. Spaventano inoltre i dati relativi ai giovani tra i 15 e i 24 anni, con una disoccupazione che ha raggiunto quota 42,9%, cifre sempre più vicine a quelle della vicina Grecia. . I senza lavoro tra i 15 e i 24 anni sono 705.000, ma in realtà contando il lavoro nero e sommerso potrebbero essere molti di più quelli privi di un reddito dignitoso. Se non altro cresce l’occupazione straniera che ha fatto registrare un +0,6% pari a un aumento di 91.000 posti di lavoro. Purtroppo per quanto riguarda i contratti c’è poco da sorridere dal momento che non si ferma la flessione degli occupati a tempo pieno, che hanno registrato un -89.000 negli ultimi mesi, con un -57.000 che riguarda solo i lavoratori a tempo indeterminato. Aumentano invece tutti i lavoratori a tempo parziale con un +75.000 che ci mostra come il lavoro si stia sempre più precarizzando.  Dopo cinque trimestri consecutivi di calo, riprende la crescita dei dipendenti a termine (+3,8%, pari a 86.000 unità nel raffronto tendenziale) a cui si accompagna per il settimo trimestre la diminuzione dei collaboratori (-8,3%, pari a -36.000 unità). Infine meritano una menzione particolare i cosiddetti inattivi che sono scesi dal 36,6% al 36,3% ma che rappresentano comunque una piaga sociale da affrontare e che potrebbe peggiorare nei prossimi mesi. 

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