Disoccupazione da record al 13,4%Tribuno del Popolo
mercoledì , 23 agosto 2017
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Disoccupazione da record al 13,4%

Anno nuovo crisi vecchia, non si può certo dire che i primi dati del 2015 siano incoraggianti: la disoccupazione ha raggiunto il livello d’allarme del 13,4%, un aumento di quasi un punto percentuale nell’ultimo anno. Insomma il lavoro rimane una emergenza in piena regola in Italia mentre in Germania la disoccupazione è scesa al 6,5%. 

L’anno nuovo è cominciato proprio come era terminato il vecchio, ovvero con una emergenza in piena regola che riguarda il Lavoro. Solo a novembre secondo i dati Istat il tasso della disoccupazione ha raggiunto quota 13,4%, un aumento di quasi un punto percentuale negli ultimi dodici mesi che fa capire quanto la situazione sia fuori controllo. Del resto il tasso di occupazione, oggi al 55,5%, è ulteriormente peggiorato subendo una diminuzione di 0,1 punti percentuali che si traducono in 48.000 posti di lavoro in meno da ottobre a oggi. In sostanza rispetto al mese scorso ci sono 40.000 disoccupati in più con il numero complessivo che va a 3 milioni e 457 mila, un aumento dell’1,2% rispetto al mese precedente e dell’8,3% su base annua. E ovviamente le cose per i giovani vanno ancora peggio con ben 729 mila ragazzi tra i 15 e i 24 anni senza occupazione pari al 43,9%. Insomma un contesto per certi versi addirittura drammatico nel quale l’unico dato positivo è la riduzione dei cosiddetti inattivi dello 0,1% rispetto al mese precedente. Ma se l’Italia piange, la Germania se la ride dal momento che la disoccupazione è qui scesa al 6,5% con il numero dei senza lavoro che è calato di 27mila unità contro le 5mila attese da economisti vari. Questo implica che le politiche di austerity adottate dall’Unione Europea se da un lato producono occupazione in Germania di certo non fanno lo stesso in Italia dove la disoccupazione è diventato un problema nazionale. E la sensazione è che nemmeno il Jobs Act si muova nella direzione di lottare contro la disoccupazione, o meglio non si vede in che modo migliorerà la condizione dei cittadini se per ottenere un lavoro dovranno rinunciare ai diritti. Per non parlare del fatto che molto probabilmente i dati sulla disoccupazione potrebbero anche essere molto peggio di quanto pensiamo.

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