Disoccupazione nera. Ora falliscono anche le imprese sottratte alla mafia | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Disoccupazione nera. Ora falliscono anche le imprese sottratte alla mafia

Disoccupazione giovanile senza precedenti. Secondo l’Istat sono senza lavoro 639mila giovani. Anche le aziende sequestrate alla criminalità falliscono sempre più spesso. La denuncia viene dall’Inag: “Costi troppo alti rispetto a quelli sostenuti dalla malavita”.

Fonte: Oltremedia

giovani

La crisi morde, la disoccupazione dilaga in tutta l’Europa mediterranea, Italia compresa. Il tasso di disoccupazione a ottobre ha infatti superato la soglia dell’11%, raggiungendo l’11,1% con un rialzo dello 0,3 su settembre e del 2,3 su base annua. Lo dice l’Istat, che ci dice anche che è il tasso maggiore a partire dal primo trimestre del 1999.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a ottobre è stato fotografato al 36,5%, è il livello più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia dall’inizio delle serie trimestrali. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sarebbero 639 mila, ma, tenendo conto chi, scoraggiato dalle vane ricerche, non è più in cerca di lavoro, va a finire che nella realtà i giovani senza un lavoro o uno stipendio dignitoso sarebbero molti di più.
Parlando invece del numero effettivo di disoccupati, a ottobre secondo l’Istat in Italia ce ne sarebbero 2 milioni e 870.000. Nel terzo trimestre per giunta, analizzando i dati emerge che i dipendenti a termine sarebbero 2 milioni 447.000 a cui andrebbero aggiunti altri 430.000 collaboratori. La somma delle due categorie arriva a 2 milioni e 877.000, tutti lavoratori precari. Si tratta di dati agghiaccianti che ci parlano di un Paese che soffre, un Paese che ancora non vede la luce in fondo al tunnel.

Accanto a questo quadro a tinte fosche, giunge una forte denuncia da parte dell’Istituto nazionale amministratori giudiziari (Inag) a proposito delle aziende sequestrate alla criminalità organizzata. “Troppe aziende sequestrate alla criminalità organizzata, una volta fatte emergere dall’illegalità, falliscono. I costi di gestione lievitano, il 90% non riesce a restare sul mercato e viene messo in liquidazione. I dipendenti perdono il lavoro e non hanno alcuna forma di tutela” così gli amministratori giudiziari sul fallimento degli interventi volti alla riemersione dall’illecito di queste aziende. Il problema sta nel passaggio dall’area dell’illegalità a quella della legalità, quando i costi aumentano: prima infatti non venivano pagati i contributi ai dipendenti, i salari e gli stipendi erano ridotti in violazione dei contratti collettivi e Irpef e Iva erano evase in parte o in toto.
“Condividiamo alcuni aspetti dell’iniziativa della Cgil nazionale, che sta raccogliendo firme per una legge di iniziativa popolare per ‘l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzatà” ha detto infine Donato Pezzuto dell’Inag a margine del Salone della Giustizia.
Il fenomeno desta sempre più preoccupazione in quanto, oltre a comportare conseguenze sul fronte dell’occupazione, sul piano sociale viene alimentata la sfiducia nella capacità dello Stato di dare lavoro, e ciò a vantaggio della credibilità, paradossalmente parlando, delle diverse mafie territoriali.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top