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giovedì , 30 marzo 2017
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Disoccupazione: ormai in Italia è dramma sociale: +761.000 unità in un anno

Secondo l’Istat attualmente in Italia ci sarebbero ben 2. 792.000 persone senza lavoro. Una cifra in continua crescita che colpisce uomini e donne indiscriminatamente, e soprattutto una tendenza che sembra aggravarsi con il tempo.

I disoccupati in Italia aggiornati al giugno del 2011 sono due milioni e 792mila. Un quadro per certi versi drammatico quello del Paese emerso dal rapporto dell’Istat, un dato, quello della disoccupazione, in netto rialzo rispetto ai mesi precedenti sia per quanto riguarda gli uomini, sia per quanto riguarda le donne. Solo per far capire la gravità della situazione occupazionale in Italia negli ultimi dodici mesi i disoccupati su scala nazionale sarebbero aumentati di 761.000 unità, e soprattutto sarebbero destinati a crescere ulteriormente nei prossimi mesi. La percentuale di disoccupati attualmente si attesta al 10,8%, con un rialzo di circa il 0,3% rispetto a maggio e di 2,7% rispetto al 2011. Dal 2004, data in cui l’istituto nazionale di Statistica ha iniziato a rilevare le serie storiche mensili, è il tasso di disoccupazione più alto mai raggiunto, un tasso peraltro “drogato” da migliaia di falsi occupati, soprattutto tra i giovani, che guadagnano magari 200 o 300 euro al mese con lavori precari ma risultano occupati. Ma se Roma piange, l’Europa non ride. Basti pensare che la disoccupazione media in Europa a giugno è stata aggiornata all’11,2%, un +1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso che non lascia ben sperare per il futuro. Secondo l’Eurostat si tratta del livello più alto dal 1999, ovvero dalla creazione dell’Eurozona. Il vero problema poi riguarda i giovani, con circa 608.000 ragazzi tra i 15 e i 24 anni che sono senza lavoro. Il tasso di disoccupazione, in questa fascia d’età, è pari al 34,3%, in calo di un punto percentuale rispetto a maggio grazie al periodo estivo e ai lavori stagionali.  I giovani disoccupati rappresentano il 10,1% della popolazione di questa fascia di età. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,4% (-52 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività’ invece si posiziona al 36,1%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,8 punti su base annua. Un quadro dunque a dir poco drammatico che potrebbe aggravarsi ulteriormente a causa dei consumi in forte calo (-2,5% consumi alimentari) e di un settore produttivo boccheggiante (-2% Pil 2012). Disoccupazione, aumento dei prezzi e calo della produttività, questo mix potrebbe far scatenare la “questione sociale” in Europa e anche nel nostro Paese, ancor più che nei prossimi mesi è previsto un ulteriore aumento dei prezzi dei generi alimentari. In Tunisia fu quella la causa scatenante dell’ormai celeberrima “Rivoluzione Araba”.

 

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