Disordini in VenezuelaTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Disordini in Venezuela

Il quotidiano di Caracas El Nacional, intitolava nei giorni scorsi il suo editoriale “Cubanos go home” e dava la notizia che un contingente di “fucilieri”, addestrati a reprimere le manifestazioni di piazza “una specialità nella quale hanno dato prova di grande efficacia e crudeltà”, era partito dall’Avana con destinazione Venezuela. Davvero una notizia sballata visto che a Cuba nei più di cinquanta anni di governo “castrista”, le manifestazioni di piazza represse da corpi speciali o no, non si sono mai viste.

Fonte: http://www.giannimina-latinoamerica.it/2371-disordini-venezuela/

Comunque, la notizia serve ad acuire le tensioni che stanno attraversando il Venezuela nell’ultima settimana. A tanta distanza, non è facile capire come stanno veramente le cose, e non aiutano certo le documentazioni fotografiche sulle quali ormai sappiamo bene quanto sia facile falsificarle.
Il sito di Rebelión (http://www.rebelion.org/noticia.php?id=180977) dà conto di una serie di foto attribuite agli attuali disordini in Venezuela che invece sono state prese in tempi diversi in Siria, in Egitto, in Spagna e in Cile. E’ davvero utile dargli un’occhiata per capire che oggi come oggi non possiamo neanche più credere a quel che vedono i nostri occhi. Le notizie più recenti ci informano che Obama ha fatto appello al governo di Maduro perché rilasci tutte le persone detenute a seguito delle manifestazioni antigovernative di questa settimana. In quel “tutti”, immagino sia compreso il capo delle sommosse Leopoldo López, che si è appena consegnato alle autorità in una scenografia ben costruita, vestito di bianco e con un fiore in mano, accompagnato dai suoi seguaci e mostrandosi piangente nel momento del suo arresto. Non sembra la stessa persona che, durante il golpe contro Chávez del 2002, aveva fatto irruzione nella casa del ministro degli Interni e della Giustizia, Ramón Rodríguez Chacín, di sua moglie e dei sui figli di sei e nove anni e li aveva esposti alla rabbia popolare, arrestando il ministro ormai ridotto in cattive condizioni. In quell’epoca, López era ormai tornato dagli Stati Uniti dove la sua famiglia gli aveva consentito un’istruzione di primo ordine nell’esclusivo Kenyon College, molto stimato dalla CIA per come educa i suoi studenti. Ha poi frequentato la Kennedy School of Governement presso l’Università di Harvard. Tornato in patria, López entra in politica nel movimento Primero Justicia, oggi guidato da Henrique Capriles, sfidante di Maduro nelle ultime elezioni e oggi contrario ala politica avventuristica di Leopoldo López. Ha poi partecipato al golpe contro Chávez del 2002, si è fatto notare durante le proteste del 2004 nel Chacao di cui era sindaco e ha poi fondato un suo movimento, Voluntad Popular, e promuove le “Redes Populare”, finanziate dalla USAID. Il Tribunale Supremo di Giustizia lo ha condannato a sei anni di proibizione di occupare incarichi di elezione popolare dopo che si era liberato delle imputazioni che gli erano toccate dopo il caso del Ministro della Giustizia.
Oggi López, che ha guidato le violente manifestazioni dei giorni scorsi, si è consegnato alla giustizia dopo averlo annunciato in un video e facendosi ritrarre di bianco vestito, con un fiore in mano e le lacrime agli occhi.

Alessandra Riccio

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