Dl sulla Terra dei Fuochi: al via la “grande operazione verità”Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Dl sulla Terra dei Fuochi: al via la “grande operazione verità”

Approvato dal Cdm il decreto legge che affronta l’emergenza della Terra dei Fuochi: tra le novità sono previsti una classificazione dei suoli per accertarne la coltivabilità, il carcere per chi appicca roghi e la possibilità di impiegare l’esercito nel contrasto alla criminalità ambientale.

Fonte: Oltremedianews

“È  il punto di partenza per una nuova Campania, una Campania che non gira la testa, ma scende in piazza”, commenta entusiasta il ministro Nunzia De Girolamo. Ieri il Cdm ha approvato un decreto legge che affronta l’emergenza della Terra dei Fuochi, l’area tra Napoli e Caserta caratterizzata dallo sversamento illegale e dai roghi di rifiuti tossici legati all’attività delle ecomafie.

“Una parte del decreto riguarda la classificazione dei suoli per sapere se sono coltivabili o meno”, spiega il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Lo scopo è quello di ottenere una mappatura delle aree interessate da fenomeni di inquinamento e di perimetrare quelle non coltivabili, con uno sguardo soprattutto alla riduzione degli allarmismi sulla contaminazione dei prodotti locali e delle conseguenti gravi ricadute economiche. I tempi saranno brevi, assicura il Ministro delle Politiche Agricole. Entro 150 giorni tutti i terreni saranno controllati, e in seguito la stessa operazione sarà portata a termine nel resto delle zone agricole della Regione Campania, mentre le terre dei proprietari che si sottrarranno alle indagini scientifiche saranno inserite nella lista “no food”.

Tra le novità più rilevanti all’interno del decreto figura l’introduzione del reato di combustione illecita di rifiuti. Sono previsti daidue ai cinque anni di reclusione per chi appicca roghi a cumuli di rifiuti tossici abbandonati, con aumento della pena per le zone che, come la stessa Campania, siano state interessate da dichiarazioni di stato d’emergenza nel settore rifiuti. Accolto inoltre con favore da parte della Commissione Difesa della Camera Elio Vito l’inserimento nel decreto legge della possibilità di impiego dell’esercito nel contrasto della criminalità ambientale.

“Oggi c’è stato un passaggio importante” commenta il premier Letta, “per la prima volta un Governo affronta questa emergenza. Il provvedimento affronta l’emergenza da tutti i punti di vista: ambientale, sanitario, del territorio, dal punto di del vista rilancio economico del territorio e delle produzioni di quel territorio, ma naturalmente il punto principale è la tutela della salute”. Nodo, quest’ultimo, riguardo cui  l’impegno del Governo sembrerebbe tuttavia non coprire più di qualche punto focale della questione, uno su tutti quello del rafforzamento dei controlli sanitari sulla popolazione residente. “Il decreto affronta alcune questioni molto importanti, ma oltre all’aspetto ambientale, agricolo e della legalità”, afferma GaetanoRivezzi, presidente dei Medici per l’ambiente (Isde) Campania, “è necessario integrare le forze sanitarie, medici e pediatri, che lavorano da anni nel territorio delle province della Terra dei fuochi.” Proprio negli ultimi giorni è il Coordinamento Comitati Fuochi (di cui l’Isde fa parte) a presentare dati sempre più sconfortanti. Per citarne solo alcuni: dal 2009 al 2012 le esenzioni ticket per tumori maligni sono aumentate dell81% ad Acerra, del 64% a Giugliano e del 40% a Marano e Quarto.

Altro punto decisivo affrontato dal decreto è la questione Ilva. Il provvedimento è volto anche alla “semplificazione delle procedure e la riduzione dei tempi” previsti per l’utilizzo dei beni sequestrati alla famiglia Riva in favore del commissario Enrico Bondi, con conseguente sospensione delle sanzioni per le prescrizioni ambientali. “È assolutamente incostituzionale perché subordina in maniera inaccettabile la vita e la salute alla produzione” denuncia il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli, “con questo decreto si vuole garantire un periodo transitorio che secondo la struttura commissariale dovrebbe durare almeno 3 anni, periodo nel quale, da quello che abbiamo compreso non sarà possibile garantire la conformità degli impianti dell’Ilva alla legge. Di fatto si tratta di un decreto che consente nei prossimi anni la libertà d’inquinare”.

  Paola Venturini

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