"Domine non sum dignus": la "risposta" di Cuba alla "democrazia" a Stelle e StrisceTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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“Domine non sum dignus”: la “risposta” di Cuba alla “democrazia” a Stelle e Strisce

Nonostante tutti parlino di “crollo dell’ultimo muro” o altre amenità a oggi l’unica cosa che è realmente successa è che i “Los Cinco” sono tornati a casa e Obama ha parlato per la prima volta di voler togliere l’embargo. Da parte sua Raul Castro ha ribadito che L’Avana rimarrà un paese comunista e manterrà i principi socialisti.

In molti, in troppi, si sono permessi persino di tirare le orecchie a Raul Castro vedendo nell’apertura tra Cuba e Stati Uniti una sorta di tradimento di non si sa bene che cosa. Costoro dovrebbero pensare che l’unica cosa successa è la liberazione dei Los Cinco, (la cui storia puoi leggere qui), nulla più. Infatti oltre a promettere un disgelo, l’apertura dell’ambasciata e altre cose del tutto normali, Obama ha solo nominato l’intenzione generica di proporre in Congresso il superamento dell’embargo non ha certo invocato l’amicizia con un governo, quello cubano, che continua a considerare un”regime”. E Raul Castro è stato sufficientemente chiaro ringraziando Obama per la decisione di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra i due Stati, ma ribadendo anche in Parlamento in modo chiaro e netto che Cuba continuerà ad adottare un sistema comunista. Cuba non abbandonerà i suoi principi socialisti che ispirarono la sua rivoluzione, e questo Castro lo ha ribadito ancora una volta:”Come non abbiamo mai chiesto agli Usa di cambiare il suo sistema politico, chiediamo rispetto per il nostro“. Un rispetto che non otterrà dal momento che gli Stati Uniti si ritengono ontologicamente e implicitamente superiori a Cuba al punto che continuano a sentirsi in dovere di dare lezioni di democrazia, libertà e quant’altro. Dunque sbagliano clamorosamente coloro i quali accusano Raul Castro di tradimento, Cuba ha solo preso atto che gli Stati Uniti intendono avere relazioni diplomatiche normali e ha preteso rispetto per il proprio sistema politico, nulla più. E magari tolte le restrizioni sui viaggi finalmente potrebbero essere i cittadini americani ad accorgersi che si può vivere felici e in modo dignitoso anche in un paese “socialista” come Cuba, così magari si accorgeranno anche di tutta un’altra serie di clamorose balle spaziali che sono soliti raccontare in quel di Washington.

Dc

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