Donne casalinghe e no alla meccanizzazione, è questa l'Italia ordinovistaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Donne casalinghe e no alla meccanizzazione, è questa l’Italia ordinovista

Quale Italia volevano i neofascisti sgominati dai carabinieri con l’operazione”Aquila Nera” che ha portato allo smantellamento di una rete eversiva di estrema destra che voleva richiamarsi ai valori di Orine Nuovo? Un’Italia dove le donne non possono lavorare e dove l’unica energia prodotta può essere quella umana o animale; l’Italia dell’ex repubblichino Rutilio Sermonti..

Foto: Ansa

Lo Stato considera aberrante qualsiasi iniziativa diretta a indurre e a facilitare alla parte femminile della popolazione un crescente accesso alle attività economiche retribuite”, parola di Rutilio Sermonti, ex repubblichino assurto a intellettuale ispiratore della rete di neonazisti e neofascisti sgominata dai carabinieri negli scorsi giorni con l’operazione “Aquila Nera”. I neonazisti arrestati pianificavano veri e propri attentati contro le istituzioni e soprattutto avevano ben in mente per che Italia combattere. Il Fatto Quotidiano ha approfondito la delirante Costituzione redatta da Sermonti, ormai 94enne ma ancora lucidissimo, chiamata indicativamente “Statuto della Repubblica dell’Italia Unita” e vera e propria bussola del movimento “Avanguardia ordinovista”. Si tratta di una specie di Costituzione alternativa e nera composta da 85 articoli che sembrano voler riportare il nostro Paese indietro nel tempo. I nemici di Sermonti e di questi neonazisti infatti sono il capitalismo e la meccanizzazione, ma anche l’emancipazione della donna. Nell’articolo 18 di questa grottesca Costituzione si legge che lo Stato dovrebbe privilegiare l’igiene alla medicina: Secoli di sviluppo economico finalizzato al profitto hanno provocato un modello di sviluppo gravemente pregiudizievole per l’integrità psico-fisica”. Sermonti, fedele all’imprinting nazista, si scaglia contro i menomati che a suo dire in natura verrebbero eliminati dalla selezione naturale e di cui dovrebbe occuparsi lo Stato contrastando “tale tendenza degenerativa”. Una sorta di lotta contro il progresso che diventa la quintessenza del male, e infatti Sermonti proponeva anche la messa al bando di ogni attività di produzione di energia artificiale “disponibile diversa da quella umana o di animali domestici, tranne che non sia strettamente indispensabile”. Da qui il delirio: anticipare gli orari lavorativi per sfruttare la luce solare, educare il pubblico “attraverso vacanze che non siano a centinaia di chilometri”, per limitare il trasporto su gomma. Non solo, Sermonti vorrebbe obbligare gli italiani a spegnere la Tv per alcune ore e anche le donne a non lavorare, mentre persino il divorzio verrebbe messo in discussione. Un semplice delirio? Sicuramente sì ma il problema è che le idee che ispirarono il nazismo e il fascismo sono ancora vive e vengono tenute vive dal lassismo delle autorità che negli ultimi anni hanno sdoganato il concetto degli “uguali estremismi” mettendo quindi nello stesso calderone cose che in realtà non hanno nulla in comune. Chi studiasse la storia non si stupirebbe nel leggere la Costituzione di Sermonti, semmai si stupirebbe del fatto che le autorità continuino a tollerare gruppi politici apertamente fascisti che continuano a rappresentare una continuità tra il fascismo vero del XX secolo e quello grottesco e farsesco di oggi.

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