Dopo il flop dei Forconi, il disagio rimaneTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Dopo il flop dei Forconi, il disagio rimane

Dopo il flop dei Forconi, il disagio rimane

Dopo l’epilogo romano disastroso della protesta dei forconi scema la mobilitazione e il clima di tensione in prossimità delle feste natalizie. La prova di forza dell’estrema destra è stata un flop, ma ora rimane un disagio che da capire e interpretare “da sinistra”.

photo Credit by Reuters / Alessandro Bianchi

Alla fine è finita con circa 2000 persone, tanti tricolori e tanto freddo in Piazza del Popolo. Uno scenario desolante per chi, come Danilo Calvani, aveva minacciato un assedio di milioni di italiani contro i palazzi del potere. Una piazza semivuota ha accolto pochi manifestanti che hanno sventolato le bandiere italiane nel tentativo di continuare la mobilitazione, ormai portata avanti quasi solo più dalle frange più estreme, Casa Pound su tutti, ma anche Forza Nuova e altri gruppuscoli che non potevano che rispondere “presente” alla marcetta su Roma 2.0. Diciamolo i timori erano tanti, si temeva che l’estrema destra avesse soffiato sul disagio cavalcandolo, ma evidentemente quanto successo il 9 dicembre era qualcosa di più complesso di un semplice travestimento dei neofascisti dietro il tricolore, semmai è stato un tentativo, goffo e subito individuato, di infiltrarsi all’interno di una protesta che poteva essere facilmente intercettata. Questi gruppi di estrema destra si sono gettati a capofitto nella mobilitazione utilizzando il tricolore come minimo comune denominatore, ma l’adunata di Piazza del Popolo è stata una mazzata vera e propria, è stata la riprova che probabilmente molti italiani si rendono conto che farsi strumentalizzare non serve a nulla per risolvere i problemi reali. Nonostante questo però il disagio rimane sullo sfondo, per questo la sinistra, quella vera, non certo il Pd, avrebbe ora tutto l’interesse a tentare di dare a questa gente quelle risposte che i forconi, Calvani e il neofascismo non possono e non vogliono in realtà dare. Solo la sinistra in questo Paese da anni,coerentemente anche se spesso in modo fallimentare ha da sempre lottato in prima fila per i diritti delle persone, mentre la “sinistra” per quella piazza che sventolava il tricolore veniva identificata solamente come una macchina delle tasse, ovvero come il capro espiatorio offerto al popolo dalla vulgata del centrodestra. Spiegare a queste persone che sono state proprio le politiche del centrodestra a ridurli in miseria potrebbe essere un ottimo punto di partenza, fermo restando che il disagio, quello vero, non lo si trovava di certo in Piazza del Popolo tra saluti romani, mimetiche e tricolori. Solo la sinistra propone un sistema economico e sociale alternativo a quello attuale capace solo di produrre ingiustizie e squilibri economici, non certo la destra nazionalista che propone solamente di uscire dall’Europa piegando il sistema attuale solamente a pulsioni populistiche, corporativistiche e nazionalistiche che lascerebbero sostanzialmente uguale la natura dello sfruttamento materiale delle classi lavorative, e acuirebbero persino la persecuzione intellettuale delle voci contrarie al sistema. Forse queste persone esasperate potranno finalmente comprendere chi è che da anni si trova, coerentemente, sempre dalla stessa parte della barricata, e chi invece è disposto a passare da una parte all’altra a seconda di dove spira il vento.

Gracchus Babeuf

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