Dopo il Medio Oriente rischia di infiammarsi il Sud-Est asiaticoTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Dopo il Medio Oriente rischia di infiammarsi il Sud-Est asiatico

La Nord Corea ha lanciato un missile nelle acque del Giappone e Tokyo ha i nervi a fior di pelle. Ma il vero nodo sembra essere che Usa e Giappone non abbiano intenzione di accettare il predominio cinese nella regione del Sud-Est asiatico, il che potrebbe portare nei prossimi anni a infiammare tutta la regione in modo analogo a quanto accaduto dal 2011 in poi con il Medio Oriente.

Una delle zone calde nell’immediato futuro potrebbe diventare il Sud-Est asiatico, sempre più una polveriera e questo in quanto a molti fa comodo che sia così. Stiamo parlando degli Usa e dei suoi alleati, inutile prenderci in giro, che mostrano la ferrea volontà di Washington di arginare la Cina con ogni mezzo possibile, forse per rallentare un “sorpasso” che sembra inevitabile ma che alla Casa Bianca non intendono tollerare. E la probabile elezione di Hillary Clinton alla Casa Bianca rischierebbe di dare un’altra accelerata visto che considerato come la Clinton ha mostrato di approcciarsi ai problemi globali, ovvero premendo il grilletto.

Nelle ultime ore la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico a medio raggio verso il Mar del Giappone, e la cosa ha ovviamente mandato su tutte le furie Tokyo che ha reagito definendolo un atto scandaloso e intollerabile. Si tratta dell’ennesimo passo verso una escalation ma sarebbe superficiale addossare la responsabilità di questa escalation solamente alla Corea del Nord, paese isolato e circondato da potenze ostili: Usa, Giappone e Corea del Sud; un paese che non si trova in pace Seoul dal momento che i due paesi sono semmai in “tregua”da decenni.  Il vero obiettivo delle politiche aggressive della Nato sembra essere però la Cina, non a caso il Giappone ha recentemente pubblicato un Libro Bianco annuale sulla Difesa in cui si esprime profonda preoccupazione per le politiche marittime cinesi, con Pechino accusata di voler cambiare lo status quo regionale attraverso la coercizione. Secondo il rapporto Pechino sarebbe stata accusata di voler “soddisfare le sue pretese unilaterali senza compromesso“.

Il Giappone quindi sembra quasi contento di poter utilizzare la doppia minaccia Cina-Corea del Nord per far accettare alla propria opinione pubblica un riarmo che era stato vietato dalla Costituzione. E’ quello che sostiene anche l’agenzia cinese Xinhua che ha accusato proprio il Giappone di fare rilievi irresponsabili sulla difesa nazionale cinese e “sulle normali e legali attività marittime nel Mar Cinese Meridionale e Orientale” unicamente per giustificare la revisione della Costituzione pacifista giapponese e il conseguente riarmo volto a contrastare la crescente influenza internazionale della Cina, e tutto questo evidentemente per fare un favore anche agli Stati Uniti. Il rischio è che si vogliano utilizzare le dispute territoriali sul Mar Cinese del Sud per creare un’altra area di instabilità che vada evidentemente a tutto svantaggio della Cina. Ed è chiaro che outsider come la Corea del Nord servirebbero come capri espiatori perfetti per incendiare tutta la regione in modo analogo a quanto successe nel 2011 con la Libia di Gheddafi.

Tribuno del Popolo

 

 

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