Dopo il terrore l'Europa va alla guerra in Siria?Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Dopo il terrore l’Europa va alla guerra in Siria?

Dopo il bilancio di 17 morti a causa degli attacchi terroristici a Parigi ora è tempo di bilanci e la sensazione è che si stiano mettendo le basi per imbastire nuove campagne militari in Nord Africa e Medio Oriente. Spiegel nella giornata di ieri ha pubblicato un articolo nel quale si accusa Damasco di costruire un “impianto atomico segreto”; vuoi vedere che il prossimo “target” sarà la Siria? 

Prima lo sgomento, il dolore, la paura, poi, come spesso succede, arriva il tempo della “vendetta” come in molti di voi ricorderanno accadde anche nel 2001 dopo l’attentato delle Twin Towers. Il bilancio dei tre giorni di terrore a Parigi è di 17 morti, ma il danno più grave alla società francese ed europea lo ha fatto la paura, la paranoia, la psicosi che i media hanno opportunamente pompato con tanto di dirette e speciali 24 ore su 24. Un terrorista ha dichiarato di essere di Al Qaeda, un altro dell’Isis, e già questo è qualcosa su cui interrogarsi dal momento che i due movimenti terroristici non sono propriamente alleati, almeno in Siria. E dalla Siria sarebbero venuti i due fratelli Kouachi crivellati di proiettili, Cherif e Said, la stessa Siria che da quattro anni a questa parte si trova in tutte le pagine dei giornali. E’ in Siria che il nuovo jihadismo ha avuto modo di addestrarsi, di rafforzarsi, di trovare denaro e appoggi anche in Europa proprio laddove non lo si sarebbe mai sospettato. Il motivo? E’molto semplice, il “cattivo” secondo i media europei era ed è Bashar al-Assad, non ricordate forse i giornali che hanno martellato per settimane consecutive parlando di Damasco che macellava il suo stesso popolo? In nome della lotta al tiranno l’Europa ha fomentato direttamente e indirettamente i gruppi islamisti travestiti da “ribelli”, e questo nonostante almeno da tre anni a questa parte Damasco avvisi la comunità internazionale che la cosiddetta opposizione ad Assad è stata sostanzialmente fagocitata interamente dal jihadismo più retrivo e violento.

La sensazione è che ora sfruttando l’onda emotiva popolare nei confronti dell’attentato di Parigi l’Europa possa far passare un nuovo conflitto contro il mondo arabo, magari in Libia o in Siria. E infatti il settimanale tedesco Spiegel nella giornata di ieri ha fatto uscire un articolo che la dice davvero lunga su quello che sembra essere l’atteggiamento dell’Occidente sostenendo che, udite udite, Damasco starebbe costruendo un impianto nucleare sotterraneo e segreto adatto “alla produzione di armi atomiche“. Tale fantomatico impianto si troverebbe vicino a Kusair, in una zona di montagna inaccessibile e secondo Spiegel al progetto parteciperebbero esperti di Iran e Corea del Nord. Inutile dire che si tratta di una notizia di quelle che servono ad aumentare la psicosi e magari a incanalare l’indignazione generale del momento proprio contro la Siria costruendo un casus belli che ci ricorda da vicino la provetta mostrata da Colin Powell di presunte armi batteriologiche per fare accettare all’opinione pubblica l’invasione dell’Iraq.Chiaramente nessuno dopo il terribile atto di Parigi avrà il coraggio di opporsi a una guerra al terrore, e paradossalmente tale guerra al terrore passerà quasi certamente dall’ennesimo tentativo di destabilizzare e destituire Assad che, ironia della sorte, combatte da anni proprio contro quei terroristi islamici che oggi spaventano a morte l’Europa. Tutto questo per non parlare di tutte le limitazioni alla nostra libertà che verranno messe in atto proprio in nome della richiesta di maggiore sicurezza.

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