Dopo la strage arrivano gli avvoltoiTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Dopo la strage arrivano gli avvoltoi

Dopo la terribile e vergognosa strage del Charlie Hedbo, mentre ancora si cercano gli autori del massacro, arrivano i politici a speculare sull’accaduto fomentando odio. Stiamo parlando di personaggi come Marine Le Pen che ha subito invocato un referendum cittadino per ripristinare la pena morte o di Gasparri in Italia che ha evocato una guerra all’Islam. 

Non si fa nemmeno in tempo a piangere i morti del Charlie Hedbo o a chiedere giustizia che arrivano subito i primi “avvoltoi” a speculare sulla tragedia per venire incontro agli umori del popolo e magari portare a casa qualche voto in più. E’ il caso di Marine Le Pen che ha da sempre fatto della propria bandiera la tolleranza zero nei confronti degli immigrati e degli islamici in particolare. Questa mattina la leader del Front National ha pubblicato sul suo profilo Facebook un commento sulla situazione parlando ovviamente di islamici che “hanno dichiarato guerra alla Francia“. Ma non è finita qui, la Le Pen ha pensato bene anche di “offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte“, aggiungendo: “A titolo personale, credo che questa possibilità debba esistere”.

Je veux offrir aux Français un référendum sur la peine de mort. A titre personnel, je pense que cette possibilité doit exister.#France2

Insomma è bastato l’attentato di Charlie per far ottenere agli attentatori esattamente quello che volevano, ovvero che L’Occidente cosiddetto desse ascolto al nazionalismo e all’estremismo rispondendo al radicalismo islamico con le stesse armi, e infatti preoccupano non poco le notizie di attentati realizzati già a partire da mercoledì contro luoghi islamici, moschee e kebab, in diverse regioni della Francia. Creare il “muro contro muro” delle civiltà contrapposte come invocato dalla Le Pen seduce anche non poco personaggi come Salvini in Italia e come Gasparri, che anzi ieri non ha perso l’occasione e ha subito suggerito cosa fare: L’Occidente se ne accorge ancora una volta troppo tardi, quando dovremmo essere più implacabili sempre e stroncare sul nascere ogni germe di fanatismo integralista. Basta ai barconi carichi di clandestini ma anche dipredicatori dell’odio. Non possiamo rinunciare alla democrazia e alla libertà di espressione come di satira. Sarebbe una resa inaccettabile. Ma bisogna reagire. Sappiamo chi sono e dove sono. Serve un’offensiva militare decisa. Meno soldi per pagare i riscatti. Usiamoli per armare gli aerei e colpire le centrali del terrorismo”.  Insomma mentre la Francia è in ginocchio sopraffatta dalla paura assieme al resto dell’Europa, ecco che arrivano i consueti piromani a infiammare gli animi e a promettere guerre e pene capitali. 

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