Dopo Napolitano chi andrà al Quirinale?Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Dopo Napolitano chi andrà al Quirinale?

Dimissioni imminenti”. Questo è ciò che ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Primo ad essere eletto per questo ruolo per una seconda volta, è intenzionato a dimettersi dall’incarico in tempi brevi. Alcuni ipotizzano che le dimissioni possano essere ufficializzate intorno la metà di gennaio del 2015.

Fonte: Oltremedianews

Molti italiani, dopo tale notizia, hanno esultato. Napolitano negli ultimi anni è stato indicato come il simbolo di una classe politica inchiodata alle poltrone e, soprattutto, come colui che ha legittimato l’operato di tutti gli ultimi governi, da Berlusconi fino a Renzi, passando per il Governo Monti.
Se il Partito Democratico, Renzi in primis, non fa altro che tessere le lodi del Capo dello Stato, il Movimento 5 Stelle lo accusa in maniera diretta.

Grillo infatti ha dichiarato che il Presidente della Repubblica “non dovrebbe dimettersi, ma costituirsi”. È risaputo che la diplomazia non sia qualità propria del leader del Movimento.

Anche nel Nuovo Centro Destra non si fa altro che lodare l’operato di Giorgio Napolitano, unico punto di riferimento fisso negli ultimi anni, per un paese allo sbaraglio. Addirittura il leader di Ncd Angelino Alfano ha affermato di voler convincere il Presidente della Repubblica a rimanere sino a fine mandato: fantascienza allo stato puro.

Da molti è considerato, invece, un Presidente della Repubblica che ha abusato dei suoi poteri per difendere in particolare il Partito Democratico, mentre da altri è visto come colui che ha concesso troppo potere all’ultimo Governo Berlusconi, caduto poi nel 2011.

La realtà è che Napolitano è stato uno dei personaggi più influenti degli ultimi anni, poiché è stato il fautore del Governo dei tecnici, capeggiato da Mario Monti, ed ha anche dato il mandato, prima a Enrico Letta, dopo a Matteo Renzi, di formare un Governo di grande coalizione con l’opposizione.
Fatto sta che fra qualche settimana, a meno di incredibili colpi di scienza, Napolitano si dimetterà e le Camere dovranno eleggere un nuovo Presidente della Repubblica. Il primo problema che si pone è se Napolitano si dimetta prima o dopo l’approvazione della nuova legge elettorale. Il programma iniziale era senza dubbio quello di dimettersi dopo l’approvazione di quest’ultima, ma, visti i continui rinvii, il Capo dello Stato vuole mettere i parlamentari con le spalle al muro. Il rischio che si crei una situazione come quella dell’aprile del 2013 esiste. Il PD ha intenzione di proporre il nome di un personaggio del suo partito, mentre il Movimento 5 Stelle vorrebbe proporre un nome, solo dopo aver ripetuto l’esperienza delle “Quirinarie” sul web. Nel marasma politico generale Berlusconi ha dichiarato che nel Patto del Nazareno è sottintesa una sua importante influenza nella decisione dei nomi da proporre al Quirinale.

Nel PD i nomi che circolano sono molti: Rosy Bindi, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema e Anna Finocchiaro. Tutti rischiano di non ricevere consensi da parte del Centro Destra. Il personaggio che più è gradito a Forza Italia sarebbe Giuliano Amato, un fedelissimo della corsa al Quirinale, poiché in entrambe le scorse elezioni era stato indicato come possibile Capo dello Stato. Alcuni vorrebbero riproporre Romano Prodi, che sarebbe ben visto anche dai 5 stelle, meno da Forza Italia. Si pensa anche ai due presidente delle Camere: Laura Boldrini e Pietro Grasso. Altro personaggio politico sempre presente nella partita per il Quirinale è Emma Bonino, la quale gode di grande stima a livello internazionale, ma che non è gradita dal mondo cattolico. Per il Centro Destra l’unico nome che sembra essere preso in considerazione è quello di Gianni Letta.
Napolitano non ha ancora rassegnato le dimissioni, ma il toto nomi è già cominciato.

Danilo Di Trani

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