Double Standard: l'esempio delle FilippineTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Double Standard: l’esempio delle Filippine

L’Occidente decide quali sono i paesi “canaglia” da eliminare eppure chiude gli occhi di fronte alle violazioni degli “amici”. In Filippine ad esempio le forze armate hanno ucciso quasi 1000 sospetti narcotrafficanti in due mesi e le violazioni dei diritti umani sono continue, eppure Manila è utile per limitare la Cina nelle dispute territoriali nel Mar cinese meridionale, e quindi…

Le dispute territoriali per le isole Paracel e Spratly nel Mar cinese meridionale e l’incidente di Scarborough Shoal. L’assertività cinese preoccupa gli Stati vicini. Manila ne approfitta per rinsaldare la cooperazione con gli Usa, che chiudono un occhio sulle violazioni dei diritti umani da parte delle Forze armate filippine.[Limes]

Non è un segreto che gli Stati Uniti e l’Occidente definiscano amici e nemici non tanto sulla base di adesione o meno a certi ideali e valori ma sulla base della mera utilità. Non si potrebbe certo infatti sostenere che la Libia di Gheddafi fosse meno democratica e rispettosa delle minoranze dell’Arabia Saudita, eppure la prima è stata bombardata dalla Nato, la seconda è uno stretto alleato che nessuno mette in discussione. Così Assad viene definito un boia sanguinario mentre personaggi come Erdogan e come il presidente delle Filippine Duarte possono procedere all’eliminazione anche fisica dell’opposizione nella totale impunità mediatica. Facciamo un esempio pratico: la polizia filippina ha ucciso ben 895 sospetti in meno di due mesi nel corso di quella che ha nominato come “guerra alla droga” e che è stata varata con entusiasmo proprio dal presidente Rodrigo Duarte. Lo ammette lo stesso governo filippino con un documento pubblicato dall’emittente Ptv che ci dice anche che tra 1 luglio e il 30 agosto sarebbero state arrestate ben 13.000 persone. [Leggi qui]

Ovviamente però Washington, la Clinton, Obama e le varie associazioni sempre solerti nel gettare in prima pagina qualsiasi cosa accusi i vari Putin, Assad e Gheddafi sono rimaste pressochè silenti sulla questione dei diritti umani in Filippine. Lo dice lo stesso Limes: “Il ruolo strategico di Manila nel pivot asiatico degli Usa contribuisce a mettere in secondo piano le critiche della Chiesa cattolica, dell’Unione Europea e delle organizzazioni non governative internazionali per la scarsa tutela dei diritti umani. Sebbene le Filippine siano riconosciute come una democrazia stabile dalla comunità internazionale, il loro governo, soprattutto durante la presidenza Arroyo, ha attuato notevoli restrizioni alla libertà di stampa e di opinione. Inoltre, le Forze armate, agendo in modo parzialmente autonomo dall’esecutivo, hanno intrapreso una campagna di uccisioni mirate contro i gruppi di opposizione comunisti e i ribelli islamisti“.

Insomma le Filippine servono agli Usa per limitare la Cina, e quindi sono tutti disposti a chiudere gli occhi di fronte ad abusi e violazioni dei diritti umani. Un doppio standard che diventa quasi farsesco in quanto i diritti o sono sempre importanti o non lo sono mai. Non è accettabile indignarsi a intermittenza o perlomeno non è credibile.

Tribuno del Popolo

 

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