#DoubleStandard - Bengala 1943, un altro caso di "rimozione selettiva" dell'OccidenteTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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#DoubleStandard – Bengala 1943, un altro caso di “rimozione selettiva” dell’Occidente

 

Ogni carestia accaduta nel corso del XX secolo nei paesi non sotto l’egemonia occidentale viene sbandierata come prova delle “barbarie” ; al contrario ogni massacro, carestia e deportazione avvenuta in Occidente finisce quasi per sfumare, come se non fosse, dopotutto, così importante. I cinque milioni di indiani morti nel 1943 per la distruzione deliberata del riso da parte delle autorità britanniche scompaiono in quanto scomodi, solo per fare un esempio. 

La storia, lo si sa, la fanno i vincitori. Per questo motivo nel corso del XX secolo ogni singola tragedia avvenuta nei paesi socialisti è diventata un’arma di propaganda, una prova che veniva gettata sul tavolo per dimostrare quanto fossero brutti e cattivi i comunisti e quanto invece il “mondo libero” fosse avanzato e rispettoso dei diritti umani. Tralasciando il fatto che negli anni Cinquanta del XX secolo la popolazione di colore negli Usa fosse ancora ghettizzata e vittima di barbaro razzismo, oltre che a essere deprivata di ogni diritto, quanto fatto dalle potenze coloniali nel Terzo Mondo è stato ancora peggiore. Chi ha assolto ad esempio i britannici per i milioni di morti causati in India? Nessuno. Si sono assolti da soli, dichiarando al mondo che l’Occidente è il “bene” e il comunismo era il “male”. Per avvalorare questa teoria ogni singola carestia in Urss veniva presa a esempio per mostrare quanto quel sistema fosse orribile, eppure proprio le scelte e le politiche economiche britanniche portarono a immani carestie e tragedie in India, solo per fare un esempio. Ad esempio nel corso del XIX secolo furono gli inglesi a convertire le campagne locali indiane in piantagioni possedute da stranieri, erano stati sempre gli inglesi a porre restrizioni al commercio interno e a creare misure inflazionistiche che portarono all’aumento del prezzo del cibo e all’esportazione forzata di raccolti basilari dall’India all’Inghilterra. Solo per fare un esempio la carestia del Bengala del 1770 provocò qualcosa come dieci milioni, mentre un’altra carestia, quella del 1943-44, ne causò altri cinque. Cinque milioni di fantasmi però perchè nei nostri libri di storia non se ne parla, come se la vita di contadini uccisi valesse meno di zero. Come mai allora tutti i libri d storia quando si parla di Unione Sovietica mettono in bella vista le notizie delle varie carestie, peraltro senza che siano surrogate da fonti certe? Come ci dice la stessa Wikipedia inoltre la carestia del Bengala del 1943 non fu determinata da cause naturali ma “dalla deliberata distruzione del raccolto di riso tramite diserbanti da parte delle autorità britanniche davanti all’avanzare delle truppe giapponesi in Birmania“.  Dunque gli inglesi hanno deliberatamente portato alla morte di cinque milioni di indiani, eppure nessuno in Occidente ha mai scritto un libro nero delle nefandezze del colonialismo. Tutti si indignano di fronte alle “presunte” nefandezze commesse dall’Urss, prese per vere senza alcun tipo di verifica, al contrario le nefandezze commesse dall’Occidente scompaiono, Puff, magia, e finiscono per non esistere nell’immaginario comune. Del resto per continuare a declamare la propria superiorità morale l’Occidente deve giocoforza mentire sul proprio passato che altrimenti suonerebbe come un capo d’accusa nei suoi confronti, squalificandolo dalla patente di “buoni del mondo” che invece si è auto-attribuito. E decidere che alcune stragi (supposte) siano peggiori di altre (reali) è esattamente l’inganno su cui si basa la costruzione del consenso del capitalismo.

Photo Credit. By Digby, William, 1849-1904 [Public domain], via Wikimedia Commons

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