“Dov'è Amarildo?” Rivolta in Brasile per gli scomparsi di RioTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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“Dov’è Amarildo?” Rivolta in Brasile per gli scomparsi di Rio

A Rio succede spesso che le persone scompaiano. Succede soprattutto se queste persone sono nere, povere e vivono nelle favelas. Nel Brasile delle grandi opportunità, dell’inclusione sociale e dell’istruzione per tutti, sono ancora tanti i problemi da affrontare.

Fonte: Oltremedianews

Il presidente Lula nei suoi 8 anni di governo ha acceso entusiasmi e fomentato speranze in un Brasile volenteroso di prosperare. L’ex operaio poi sindacalista ha cambiato profondamente il paese grazie alle sue riforme. Ha risollevato l’economia con i programmi sociali e di ridistribuzione del reddito, quali Bolsa Familia, ha aumentato i salari e favorito gli investimenti. Terminati i due mandati ha indicato in Dilma Rousseff la sua degna erede.

Ma per molti problemi risolti ce ne sono altrettanti da affrontare. Urgente è, in particolare, quello delle favelas. In questo momento gli occhi del mondo sono puntati sul Brasile a causa dei prossimi Mondiali di calcio e successivamente delle Olimpiadi. Si è deciso quindi di dare un immagine pulita e ordinata del paese, ed in particolare della città più famosa, Rio. Perciò alcune favelas sono state “pacificate”, la polizia entra e controlla le strade e le case vengono dipinte per rappresentare al meglio la felicità carioca. Ma a Rio le favelas sono più di 600, e gran parte di queste non sono state incluse nella regolamentazione.

Nelle favelas di Rio scompaiono in media 17 persone al giorno. Uno di questi è stato Amarildo Dias de Souza, 43ennepadre di famiglia, il cui corpo è stato ritrovato qualche giorno fa in un bosco. Amarildo era scomparso il 14 luglio nella favela di Rocinha, la più grande di Rio. La testimonianza di un agente di polizia ha fatto emergere che la vittima è deceduta dopo numerose torture come shoc elettrici, percosse e soffocamento. I colpevoli, che sono anche i tutori dell’ordine, hanno poi nascosto il corpo nella foresta, vicino alle bidonville. 25 poliziotti sono indagati, ma molti altri ancora dovrebbero dare delle risposte sui “Desaparecidos da democracia”.

La storia di Amarildo ha scosso l’opinione pubblica, ma non è altro che l’ennesimo caso. “La polizia a Rio uccide più di qualunque altra polizia al mondo” afferma Michel Misse, sociologo dell’Università Federale di Rio de Janeiro. L’UPP, l’Unità di Polizia Pacificatrice che controlla le favelas, mantiene una calma apparente e di facciata. Fino al 1998 i poliziotti godevano della “gratificacao faroeste”, ovvero un premio in denaro per partecipare alle operazioni speciali e quindi uccidere i banditi o presunti tali. Oggi la situazione è cambiata, ma non di molto, poiché spesso questi non vengono puniti per i loro errori.

Alla domanda “Dov’è Amarildo?” i poliziotti di Rio hanno risposto che Amarildo era un trafficante. Ed è proprio qui che sta il problema, perché se Amarildo fosse stato un trafficante sarebbe dovuto essere giudicato e poi condannato. Perciò non è importante cosa sono o cosa erano le persone scomparse in questi anni in Brasile, bensì lo è sapere dove sono, perché le persone non dovrebbero scomparire nel nulla.

 Elda Goci

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