Dresda. Catena umana per fermare i neonazisti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Dresda. Catena umana per fermare i neonazisti

Sono oltre 13.000 i cittadini anti-nazisti che a Dresda hanno formato una catena umana per bloccare la marcia dei neonazisti che, annualmente, cercano di organizzare una  mobilitazione il giorno dell’anniversario del bombardamento alleato della città.

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Foto (Rt.com)

Sono circa 13.000 i manifestanti antinazisti che ieri hanno formato una autentica catena umana nella città di Dresda. Proprio qui infatti ogni anno migliaia di neonazisti tedeschi si danno appuntamento per ricordare  il bombardamento alleato di Dresda, avvenuto negli ultimi momenti della guerra, dove migliaia e migliaia di tedeschi trovarono la morte. Per i neonazisti però, più che per ricordare le vittime innocenti, è un’occasione per sviluppare e diffondere i sentimenti neonazisti, per questo motivo la cittadinanza ha voluto reagire lanciando un gesto inequivocabile e ha realizzato una catena umana tutto intorno al centro della città, proprio mentre, nello stesso momento, tremila poliziotti tenevano a bada i neonazisti, impegnati in una processione parallela. I neonazisti accusano gli Alleati di crimini di guerra per via del bombardamento di Dresda, fatto questo perlomeno grottesco dal momento che proprio i tedeschi hanno commesso decine di migliaia di crimini di guerra nel corso dei sei anni della Seconda Guerra Mondiale, che ancora oggi aspettano di essere puniti. Gli attivisti antinazisti comunque si oppongono con violenza alla posizione vittimista dei neonazisti, e hanno sostenuto che la marcia neonazista infanga la memoria delle 25.000 vittime morte sotto le bombe. Un gran numero di politici,come il deputato parlamentare Wolfgang Thierse, e il premier della Sassonia Stalislaw Tillich , hanno preso parte alla catena umana. Anche il sindaco Helma Orosz ha voluto prendere le distanze dai neonazisti, e lo ha fatto leggendo un discorso presso il cimitero di Heide, circondato da una folla di oltre 200 persone. Quello del riaffiorare del razzismo e di teorie neofasciste del resto. è un problema comune in Europa, un problema che si è accresciuto con la crisi economica.

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