Due pesi e due misure. L'anomalia del Pdl, il partito che tutto puòTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Due pesi e due misure. L’anomalia del Pdl, il partito che tutto può

Il Pdl ha organizzato una manifestazione contro la magistratura. Un episodio grottesco dal momento che proprio il Pdl si trova attualmente al governo e che alla manifestazione ha partecipato anche Alfano, ministro dell’Interno. Ricordate cosa successe quando in passato altri ministri manifestarono contro il governo?

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Due pesi e due misure. Questo evidentemente è il modo con cui interpreta la politica il Pdl e il centrodestra italiano. Ricorderete tutti cosa successe negli anni scorsi quando Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi nel 2006, scesero in piazza contro il governo di centrosinistra di Romano Prodi per una manifestazione contro il precariato. A quella manifestazione presero parte ministri, sottosegretari, deputati e senatori, e in molti, a ragione o no, accusarono la sinistra radicale di masochismo. Ricordo i titoli dei giornali di centrodestra, tutti scatenati nel commentare quella sicuramente poco intelligente manifestazione della sinistra “contro se stessa”. La sinistra radicale però ha pagato caro quelle contraddizioni, carissimo, e oggi ancora resta nella marginalità politica anche a causa di queste leggerezze.

Incredibilmente però qualcun’altro può osare molto di più, e nessuno sembra vederci niente di male. Non vi sarà sfuggito che Angelino Alfano svolge ora il ruolo di ministro dell’Interno, un ruolo di importanza vitale all’interno del Paese; e non vi sarà nemmeno sfuggito che il Pdl è un partito al governo anche se in coalizione con il Pd. Ecco, è accaduto che sabato a Brescia il Pdl abbia indetto una manifestazione non contro il “precariato” o la “povertà”, bensì contro la magistratura. Proprio così, una manifestazione contro un potere dello Stato, una manifestazione che probabilmente in qualsiasi paese normale non verrebbe nemmeno accettata. Alfano pur essendo un ministro del governo Letta è andato in piazza mostrando quindi di non riconoscersi in quello stesso Stato che dovrebbe invece servire fedelmente. Forse Alfano ha voluto lanciare un messaggio politico, lasciando intuire che il Pdl non crede alla sopravvivenza del governo Letta e che si attende solo il momento giusto per farlo cadere e tornare alle urne. Un gioco al massacro, ovvero portare in difficoltà il governo Letta scaricando ogni errore e difficoltà sul Pd, per poi tornare al voto da una posizione di superiorità e vincere a mani basse, magari cambiando anche la Costituzione.

Che ci sia un partito, il Pdl, che non si riconosce nei poteri dello Stato viene però considerato accettabile, un pò come se fosse normale. Anormale era invece che i comunisti manifestassero contro il loro stesso governo. Due pesi e due misure, insomma, ma anche a questo siamo abituati, dopotutto.

Gracchus Babeuf

 

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