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lunedì , 27 marzo 2017
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E alla fine Monti ammise: “Si, sono di destra”

Il professore ospite dei popolari europei conferma di sentirsi vicino ai loro ideali.

Non che non se ne fossero già accorti i pensionati, i giovani, gli esodati(!); i “poteri deboli” di questo Paese, colpiti dalle manovre di lacrime e di sangue del governo dei professori. Non che non se ne siano giovati, al contrario, i poteri forti.Ma le dichiarazioni di Monti, ospite al Bureau del Partito Popolare Europeo, suonano per certi versi rivoluzionarie. A colui che sin dall’inizio ha custodito gelosamente la sua immagine di super partes, deve essere costata cara l’ammissione dal palco di Fiesole: “Quando sono stato designato commissario europeo, mi sono presentato in Ue senza essere iscritto ad alcun partito ma ho avuto una particolare affinità e dimestichezza di frequentazione con il Ppe”.

“Cosa, intellettualmente, mi lega al Ppe sul piano di ideali e visione del mondo, anche se non sono un vostro membro?” si domanda Monti. “Si tratta dell’aspetto che posi al centro della mia audizione per la carica di Commissario nel gennaio ’95 e nella mia non facilissima carica di presidente del Consiglio oggi: è l’economia sociale di mercato”.

Economia di mercato, si intende, che nell’aggettivo “sociale” probabilmente rintraccia la necessità di far pagare ai molti le colpe di pochi. O per meglio dire, socializzazione delle perdite a fronte della privatizzazione dei guadagni.  E’ un peccato che le dichiarazioni del premier siano passate in sordina. Sarebbe stato bello un commento di Bersani, colui che è alternativo alle destre, ma in continuità con Monti. Che bel gioco di parole.

Lorenzo Mauro

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