E' iniziata la "campagna di Libia"?Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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E’ iniziata la “campagna di Libia”?

Il fragilissimo governo Serraj appena insediatosi a Tripoli ha lanciato la tanto attesa richiesta di aiuto alla comunità internazionale per proteggere i pozzi petroliferi dall’Isis. E puntualmente si scaldano i motori per una “campagna di Libia” che presto entrerà nel vivo. Ma con quali conseguenze?

Probabilmente mentre l’Italia sarà distratta dalle vacanze, ma forse anche prima, in Libia comincerà una nuova guerra, ammesso che dal 2011 ci sia mai stato un momento di pace. Il governo libico di Serraj, debolissimo e insediato in modo abborracciato da poche settimane, ha lanciato la tanto attesa richiesta di aiuto alla comunità internazionale per richiedere la protezione dei pozzi petroliferi dall’Isis (non delle persone beninteso). E di fronte a cotanto zelo la comunità internazionale non potrà certo rimanere indifferente, e prontamente dall’Occidente saranno in molti a volersi lanciare in una nuova “campagna di Libia”.  Secondo quanto riferito dall’ANSA sarebbe in arrivo un contingente di 300 militari di vari Paesi, compresa ovviamente l’Italia. Il tutto potrebbe avvenire molto rapidamente, ovvero quando l’inviato delle Nazioni Unite per la Libia Kobler raggiungerà Tripoli. Il passaggio fondamentale sarà quando la richiesta di Serraj verrà portata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dopodichè per l’Italia ci dovrebbe teoricamente essere un passaggio parlamentare. In teoria la missione italiana sul campo dovrebbe essere di addestramento sul campo ma la sensazione è che in Libia la situazione stia volgendo a un rapido peggioramento. L’Isis infatti ha cominciato ad attaccare i pozzi petroliferi in Cirenaica ma il problema più grosso per Serraj e quindi per gli interessi dell’ “Occidente” sembra essere Khalifa Haftar, il capo di una milizia molto potente in Libia e che controlla il parlamento di Tobruk che ancora non ha riconosciuto del tutto Serraj e potrebbe voler tentare un colpo di forza. Haftar secondo diverse fonti riceverebbe appoggio direttamente da Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Formalmente e anche praticamente però Haftar è nemico dello Stato Islamico e quindi a distanza di cinque anni e mezzo dalla fine di Gheddafi il paese è ancora diviso in un tutti contro tutti devastante. Inoltre il governo Serraj non sembra essere realmente rappresentativo della società libica e quindi non gode di consenso popolare il che potrebbe portare molto presto a una nuova e sanguinosa fase della guerra civile.

 Tribuno del Popolo

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