E' l'alleanza con la Russia l'unica scelta per l'Europa?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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E’ l’alleanza con la Russia l’unica scelta per l’Europa?

Alla luce di quello che sta accadendo con l’esplodere della minaccia del terrorismo globale l’Europa è chiamata a chiedersi che tipo di futuro vorrebbe per sè e per i propri cittadini. L’alternativa all’alleanza naturale con la Russia infatti sarebbe una rinnovata e totale subordinazione alla politica di potenza americana. Una subalternità sia politica ed economica che rischia di rendere gli europei il mezzo con cui gli americani raggiungono i propri fini di dominio globale. 

Pensateci bene, ma davvero qualcuno nell’Italia o nell’Europa del 2015 può ragionevolmente pensare che la Russia possa un bel giorno alzarsi e invadere la Polonia arrivando fino a Roma e Parigi? Non era probabile nemmeno ai tempi della Guerra Fredda e pensarlo oggi rischia di diventare sostanzialmente ridicolo, non fosse che la russofobia americana ha contagiato in modo pervasivo la classe politica dei paesi occidentali. In molti osservando preoccupati lo scenario in Ucraina hanno avuto l’impressione che i paesi europei fossero trascinati dalla Casa Bianca verso la follia delle sanzioni contro Mosca, e probabilmente avevano ragione dato che Obama e soci hanno appoggiato il #Maidan in modo smaccato. Certo in Europa nessuno ha anche solamente osato mettere in discussione la visione americana, anche se la rottura con la Russia ha rappresentato un brutto colpo per l’economia europea, da sempre interconnessa con quella russa.

Chi ha tratto giovamento della divisione tra Europa e Russia è stata ovviamente l’America, e non lo ha nemmeno nascosto dato che l’unione tra Europa e Russia è stato il grande spauracchio della politica estera statunitense per tutto il corso del XX secolo e non solo. Nel bene o nel male la presidenza di Vladimir Putin in Russia ha impresso il reale cambiamento epocale del XXI secolo, con Mosca che nella sostanza ha deciso di smettere di perseguire una politica di totale subalternità nei confronti degli Usa, almeno per tutelare i propri confini e i propri interessi. Comunque la si possa pensare sul conto di Putin o di Obama è indubbio che gli europei sono stati forzati contro il proprio interesse ad appoggiare una Guerra Fredda 2.0 contro Mosca, salvo poi pentirsene amaramente quando è esplosa la questione dello Stato Islamico.

E’ stato quando Parigi ha conosciuto lo spettro del terrore dell’Isis e del jihadismo che l’Europa si è resa conto di poter contare sulla Russia nel momento del bisogno, non a caso Putin ha cominciato a bombardare l’Isis ben prima dell’abbattimento da parte di questi ultimi del Metrojet russo nel #Sinai. Gli americani invece a dispetto di vaghe promesse hanno continuano a mostrarsi ben poco interessati alla sconfitta dello Stato Islamico, sacrificando in questo senso la sicurezza dei civili europei sull’altare del predominio geopolitico in Medio Oriente, estrinsecato nell’appoggio indiretto fornito ai giochi di potere sauditi e turchi sulla Siria. Cosa conveniva di più per la sicurezza degli europei e non solo, la permanenza al potere di Gheddafi e Assad oppure il disfacimento dei rispettivi stati e l’insorgere di Rogue-State, questa volta nel vero senso della parola, dominati dallo Stato Islamico e da Al Qaeda?

Non fu forse questo il vaticinio del Colonnello Gheddafi prima di morire che ammoniva l’Europa che senza di lui i terroristi avrebbero letteralmente raggiunto l’Occidente? Sicuramente, ma la cosa non interessa di certo la Casa Bianca che, dal punto di vista, porta avanti la propria logica di potenza e di egemonia globale. Dovrebbe interessare e molto i politici europei che invece si sono fatti manovrare come burattini dagli Stati Uniti, salvo poi rendersi conto che nel momento del reale bisogno l’Europa è stata lasciata da sola,a subire le conseguenze delle scelte sbagliate imposte da altri. Quando anche le sinistre europee inizieranno a rendersi conto che l’Europa dovrebbe vedere nella Russia il proprio alleato naturale, per ovvi motivi culturali e geografici, ecco che si potrà finalmente offrire una reale alternativa al futuro del continente.

@Gb

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