E le armi degli Usa finirono "magicamente" all'IsisTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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E le armi degli Usa finirono “magicamente” all’Isis

Persino il Pentagono ha ammesso che uno stock di armi inviate ai curdi che combattono contro l’Isis a Kobane è finito nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico. Solo un tragico errore

La notizia era arrivata nelle scorse ore e sembrava una delle tante voci non confermate che circolano circa la guerra allo Stato Islamico in Medio Oriente. Ora però è arrivata la conferma persino degli Stati Uniti, confermando così la voce che una partita di armi destinate ai curdi di Kobane sarebbe caduta nelle mani dei miliziani dello Stato Islamico. Lo stesso Isis ha pubblicato nelle scorse ore un video nel quale ha mostrato le armi americane stipate in casse con scritte in inglese e con vicino il paracadute utilizzato per il lancio. Non solo, gli americani avrebbero distrutto anche il secondo sito di un lancio di armi perchè potenzialmente facilmente accessibile dai terroristi dello Stato Islamico. A oggi la guerra all’Isis è costata a Washington approssimativamente circa 424 milioni di dollari dall’inizio della campagna, questo almeno secondo il Pentagono. Dall’8 agosto gli aerei americani hanno ucciso 553 persone tra cui 32 civili. Diverse fonti comunque segnalano come l’ultimo errore nel lancio delle casse sia solo l’ultimo di una lunga serie, con l’Isis che sarebbe riuscito a mettere le mani misteriosamente su milioni di dollari equipaggiamenti militari americani. Ironia della sorte quindi sia i curdi che l’Isis che si combattono tra di loro utilizzano le stesse armi, e questo dovrebbe far riflettere sulla nascita e sui fini dello Stato Islamico. La sensazione è che nessuno abbia il reale intento di distruggere lo Stato Islamico in quanto il vero nemico dell’Occidente nell’area è la Siria di Bashar al-Assad. Diversamente non si potrebbe spiegare l’atteggiamento attendista della Turchia e gli attacchi della cosiddetta Coalizione che non solo non servono a fermare i jihadisti ma finiscono anche per rafforzarli con errori come quello succitato che portano nelle loro mani armi pericolose che possono essere utilizzate per prorogare la guerra a oltranza. Arrivano però anche buone notizie dalla Siria dove l’aviazione di Damasco ha annunciato di aver distrutto due dei tre jet usati dallo Stato islamico (Isis) nel nord della Siria. Lo ha detto il ministro dell’informazione siriana Umran al Zubi, citato oggi dalla tv di Stato. Nei giorni scorsi l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) aveva affermato che l’Isis addestrava suoi piloti a far volare tre caccia catturati dai jihadista nella base militare di Jarrah, a est di Aleppo. 

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