E' l'ora di Landini?Tribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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E’ l’ora di Landini?

Ci siamo, forse. In una intervista a “Il Fatto Quotidiano” Maurizio Landini, segretario della Fiom, all’indomani del varo del #JobsAct da parte del governo Renzi ha parlato per la prima volta apertamente di “sfidare il Pd”. La sensazione è che questa possa essere la volta buona, a patto però di voler costruire davvero una reale alternativa al Pd.

Forse ci siamo, forse però. Non è la prima volta che si parla di un possibile ingresso in politica di Maurizio Landini e noi stessi in passato lo abbiamo ripetutamente caldeggiato ritenendolo l’unico personaggio in grado di ricostruire una sinistra degna di questo nome. La sinistra infatti, ormai è palese, sempre se esisteva è stata sgretolata a colpi da scure dalle riforme di Renzi, ultima quella del Jobs Act che ha abolito l’articolo 18 e reso sostanzialmente possibili i licenziamenti collettivi. La “sinistra” del Pd di Civati e Fassina come al solito ha  abbaiato, ma non è in grado di mordere, così come Sel di Niki Vendola, forza ormai che ci sembra abbia estinto la sua forza propulsiva di aggregazione. Questa volta dopo il Jobs Act Landini sembra aver fatto un passo avanti in più del normale rilasciando una intervista a “Il Fatto Quotidiano” che potrebbe segnare una vera e propria svolta. “È cambiato tutto, siamo alla fine di un’epoca. È venuto il momento di sfidare democraticamente Renzi”, ha dichiarato. E non solo, Landini è andato ancora oltre lasciando intendere per la prima volta di essere realmente disponibile a fare accadere qualcosa di concreto a sinistra, e a giudicare dal fastidio con il quale gli esponenti del Pd hanno commentato le sue parole, sembra proprio essere finalmente la decisione giusta. Secondo Landini sarebbe stato superato un limite storico, un limite dal quale non è più possibile tornare indietro. Il leader della Fiom ha demolito il Jobs Act punto su punto smentendo tanto per cominciare che la sua legge rottamerà la precarietà. Landini ha ricordato come il nuovo contratto non sia a tutele progressive: “ Se si pensa che ogni anno circa il 9% dei lavoratori cambia lavoro, si capisce che nel giro di poco tempo la tutela contro il licenziamento illegittimo non esisterà più”, e ancora “Le forme fondamentali sono rimaste tutte, così come non sono state riviste le partite Iva. E gli ammortizzatori sociali non vengono realmente estesi. La cassa integrazione non lo è e la Naspi, che copre solo chi ha lavorato, sostituisce anche la mobilità. Solo che questa durava fino a tre anni mentre quella sarà portata a 18 mesi. Il demansionamento colpisce il lavoro così come eliminare il reintegro anche nei licenziamenti collettivi rappresenta un regalo alle imprese in un periodo in cui, nonostante si parli molto di ripresa, la crisi non è finita“.Durissimo poi il giudizio su Renzi: “Renzi dice di essere il nuovo, ma non siamo di fronte alle idee geniali di un giovane rampante. Si tratta, invece, delle direttive impartite dalla Bce con la famosa lettera del 2011 e che il governo sta applicando fedelmente. Bisogna aver chiaro quello che sta succedendo“. Da qui la decisione di impegnarsi nel senso di riconquistare i diritti perduti e soprattutto quella di osare e di sfidare Matteo Renzi da sinistra: “Renzi ha preso il programma di Confindustria e lo sta applicando senza che nessun italiano abbia potuto votarlo. Ma su questi temi non ha il consenso della maggioranza della popolazione. Vorrei sfidare Renzi a una verifica democratica“. Alla domanda più specifica se si senta pronto a una sfida politica il leader della Fiom ha risposto in modo altrettanto chiaro: “Il problema è che la maggior parte del Paese, quella che per vivere deve lavorare, non è rappresentata. C’è un fatto nuovo nel rapporto tra politica e organizzazione sindacale”. Ma più che un nuovo partito Landini pensa a una sorta di coalizione sociale che abbia prorio nella Fiom il motore e il cervello: “Il sindacato si deve porre il problema di una coalizione sociale più larga e aprirsi a una rappresentanza anche politica. Quando un Parlamento cancella lo Statuto dei lavoratori con un colpo di spugna a essere rappresentato è solo l’interesse di uno, del più forte“. Che sia la volta buona?

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/21482729@N07/8933227557″>61</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”https://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>(license)</a>

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