E’ morta la Thatcher, ci lascia in eredità la crisi mondialeTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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E’ morta la Lady di Ferro, ci lascia in eredità la crisi mondiale

Si è spenta oggi, all ‘età di 87 anni, Margaret Thatcher, la lady di ferro che dal 1979 al 1990 ha svolto il ruolo di primo ministro britannico. Anticomunista feroce e fantatica del “mercato” senza barriere, la Lady di Ferro ha rappresentato secondo noi uno dei personaggi più negativi del XX secolo e secondo molti sarebbe anche una delle dirette responsabili, insieme a Reagan, della crisi attuale. 

Margaret Tatcher secondo molti è stata un personaggio controverso. Per noi no, è stata un personaggio negativo e basta, per questo la pensiamo come Romano Prodi, uno dei padri dell’impalcatura europea, che ha ricordato a una opinione pubblica intorpidita che è stata proprio la Lady di Ferro assieme a Reagan, negli anni Ottanta, a porre le basi per la crisi economica attuale. Voleva un “mercato” senza “Stato”, un vero e proprio fanatismo che ha contribuito a diffondere in tutto il mondo in nome dell’anticomunismo. Calvinista viscerale, la Tatcher riteneva la ricchezza un segno della benedizione di Dio, e soprattutto riteneva che non si dovesse mai, per nessun motivo, interferire sul mercato. In questo mondo pieno di contraddizioni non ci sorprende che tutti i media mondiali parlino bene della Lady di Ferro, anche perchè le sue idee di mercato senza Stato sono ancora attualissime, e purtroppo ci hanno portato alla crisi devastante che sta infierendo su intere generazioni di europei. Primo ministro britannico dal 1979 al 1990 la Tatcher è passata alla storia per aver riportato sulla cresta dell’onda la Gran Bretagna durante una difficile crisi economica, peccato che lo fece in modo draconiano, senza avere alcun rispetto per le persone e badando unicamente ai numeri, ai conti, ai profitti. In questo la Lady di ferro ha ricordato per certi versi la Merkel, anche se la Tatcher si è mostrata ben più fanatica nel portare avanti le sue teorie estremiste. Risanò l’economia ma aumentò la disoccupazione, del resto per un calvinista chi non ce la fa non merita di essere aiutato dallo Stato. Annichilì e distrusse i sindacati e mostrò anche di non avere un briciolo di pietà quando nel 1981 ingaggiò un patetico braccio di ferro con un gruppo di appartenenti all’Ira in sciopero della fame per vedersi riconosciuto lo status di prigionieri politici cancellato dal precedente governo. Lei non cedette, neanche di fronte alla morte di dieci prigionieri, tra cui il celebre Bobby Sands. In molti vedono in questo gesto un segno della sua fermezza, a noi sembra nient’altro che la dimostrazione di una completa assenza di compassione, del resto perfettamente coerente con il suo credo economico e politico. Sempre la Tatcher è stata anche protagonista della guerra del 1982 delle isole Falklands-Malvinas, scaturita dall’occupazione argentina dell’arcipelago e sopopolata  fino all’arrivo di “coloni” britannici ai primi dell’Ottocento. La Thatcher inviò una task force navale e in breve si riprese le isole, accompagnata dall’ondata di rinato patriottismo nel Regno Unito, e poco importava se fosse un rigurgito neocolonialista dal sapore anacronistico. Ma in molti non possono dimenticare il 1984, quando ci fu la prova di forza della Lady di Ferro con il sindacato dei minatori. La Tatcher dichiarò lo sciopero illegale nei casi in cui non c’era l’approvazione a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori, una mossa dal sapore odioso e antidemocratico che, almeno ai nostri occhi, l’ha qualificata in modo inappellabile. Il confronto raggiunse il suo culmine quando il sindacato dei minatori dichiarò lo sciopero a oltranza per opporsi alla chiusura di parecchie miniere. In alcuni casi gli scioperanti fecero azioni di picchettaggio, che la Thatcher non esitò a reprimere. Fu in quel contesto che si tenne la “Battaglia di Orgreave”, scontri violentissimi in cui si fronteggiarono migliaia tra poliziotti e minatori e dove rimasero ferite 123 persone. Infine, sul finire degli anni Ottanta, coerentemente con le sue idee conservatrici, la Tatcher prima si oppose alla creazione dell’Ue (perchè ai britannici non sarebbe convenuta), e poi varò la cosiddetta Poll Tax, una tassa uguale per ogni cittadino residente nel Regno Unito, in contrasto con il programma liberista e contestata dalle classi basse. Allo sciopero fiscale contro la misura impopolare parteciparono più di 18 milioni di persone. Come disse Fidel Castro in occasione della morte di Hugo Chavez, “Se volete sapere chi era Chavez guardate chi lo piange e chi è felice“. Applicando questo concetto alla Tatcher si può notare che Bush Senior e tutto l’establishment economico piangono la sua morte…questo per noi è già una risposta. Nessuna lacrima per Margaret, dal momento che le sue idee ci tengono oggi schiacciati sotto un maglio di ferro.

Gracchus Babeuf

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