E' morto Licio Gelli, il "Gran Maestro" che non ci mancheràTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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E’ morto Licio Gelli, il “Gran Maestro” che non ci mancherà

Licio Gelli, Venerabile Gran Maestro della Loggia massonica segreta P2, è morto nelle scorse ore. Un uomo che ha portato con sè  nella tomba troppi segreti e che probabilmente ha plasmato la storia recente del Paese ben oltre ogni immaginazione. Un uomo che, in fede, non ci mancherà.

“La salma nella sede della Misericordia porta sul vestito una spilla del partito fascista, e ha al dito l’anello comitale, cioè l’anello nobiliare da conte“, comincia così la cronaca delle esequie di Licio Gelli firmata da Michele Bocci su “Repubblica”, e già potrebbe bastare per descrivere chi sia stato e cosa abbia rappresentato Licio Gelli. Non a caso il suo nome viene associato quasi automaticamente alla loggia massonica P2, una loggia di carattere eversivo che venne guidata da Gelli fin dal 1970 in qualità di “Venerabile” e “Gran Maestro”. Non a caso quella loggia, la P2, è finita al centro di tutti i principali scandali della storia italiana degli ultimi trent’anni, dalla strage di Bologna fino allo scandalo del Banco Ambrosiano, per non parlare del tentato golpe Borghese, del sequestro Moro, di Tangentopoli e del periodo stragista con le complicità dello Stato. Una storia nera che non venne mai rinnegata dallo stesso Gelli che in modo quasi beffardo ha continuato fino al giorno della sua morte a vivere a piede libero e senza alcun problema di sorta. Il pubblico si accorse dell’esistenza della loggia il 17 marzo 1981, quando durante una perquisizione della residenza di Gelli, a Villa Wanda, venne rinvenuta la lista degli appartenenti della loggia eversiva, che si preponeva di distruggere la Repubblica italiana figlia della Resistenza. Erano 962 nomi eccellenti tra cui si trovava tutto il gruppo dirigente dei servizi segreti italiani, ministri della Dc come Stammati e Foschi, parlamentari, ma anche personaggi come Silvio Berlusconi, Michele Sindona, Roberto Calvi e giornalisti come Maurizio Costanzo.

La P2, o piano di rinascita democratica, prevedeva la trasformazione del sistema politico di allora, l’instaurazione di un sistema bipartitico e una riforma costituzionale per la modifica delle competenze delle due Camere. Non solo, si proponeva anche un forte controllo sui media e una riforma della magistratura, tutti elementi che ricordano purtroppo molto da vicino la storia politica degli ultimi dieci anni. Del resto si trattava di una Loggia molto ma molto potente come sottolineato dal fatto che Gelli tentò di realizzare un vero e proprio Golpe con l’aiuto dell’ex comandante della X Mas Junio Valerio Borghese nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1970. Gelli infatti era uno dei primi associati del Fronte Nazionale di Borghese, e del resto mai nella vita cercò di smentire le sue simpatie fasciste. Insomma una eminenza grigia che ebbe voce in capitolo un pò in tutti misteri e i segreti che hanno insanguinato la storia del XX italiano. Non a caso Gelli fu anche più volte accusato di aver avuto un ruolo attivo nel rapimento di Aldo Moro, non a caso tutti i principali vertici dei servizi italiani erano occupati proprio da amici di Gelli aderenti alla P2.

Del resto Licio Gelli era anche uomo dagli amici importanti, quando infatti venne arrestato nel 1982  in Svizzera e rinchiuso nel carcere di Champ Dollon riuscì a fuggire miracolosamente e a scappare in Sudamerica dove rimase misteriosamente tra Venezuela e Argentina prima di costituirsi a Ginevra nel 1987. Chi lo aiutò a fuggire? Nessuno lo sa, quello che si sa è che nel 1988 venne estradato in Italia dove rimase in carcere solo pochi giorni prima di ottenere la libertà provvisoria per motivi di salute.

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