E' morto Mandela, simbolo del riscatto di un continente e della lotta contro ogni colonialismoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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E’ morto Mandela, simbolo del riscatto di un continente e della lotta contro ogni colonialismo

E’ morto Mandela, simbolo del riscatto di un continente e della lotta contro ogni colonialismo

Nelson Rolihlahla Mandela era nato nel luglio del 1918, 95 anni fa. Se n’è andato accompagnato dal suo popolo il vecchio Madiba, Padre del Sudafrica finalmente libero e democratico.

Al tutto il suo popolo, al’intero continente africano e al Partito comunista del Sud Africa la riconoscenza del Pdci che ammaina a lutto le sue bandiere. La vita di Mandela è stata la vita di un combattente per la libertà e la giustizia sociale per il suo popolo, per il suo paese, per il suo continente.

Mandela ha pagato un prezzo altissimo alla causa della libertà e con lui tutto il popolo nero del Sudafrica. La sua lotta contro il regime segregazionista iniziò, fin da giovanissimo, quando, ancora studente, insieme ad altri personaggi, che faranno con lui la storia del Sudafrica, decise di opporsi al regime razzista bianco entrando nell’Africa National Congress e fondando due anni dopo la Youth League insieme a  Walter Sisulu, Oliver Tambo e tanti altri.

Nelson Mandela venne arrestato e processato la prima volta fra il 1956 e il 1961 e rilasciato insieme ad altri 150 al termine del processo. E qui avvenne la svolta di Mandela. Dopo la strage di Sharpeville decide di entrare nella lotta armata. E’ la scelta cruciale della sua vita e quella per il destino del Sudafrica. Mandela e i sudafricani combattenti dell’ANC, del SACP (Partito Comunista del Sudafrica) comprendono che ormai solo la risposta armata può aiutare il paese a sconfiggere il razzismo. Una piaga putrida ben sostenuta e alimentata da vari paesi occidentale e, guarda caso, fu proprio la Cia a far scattare la trappola che nel 1962 fece imprigionare Mandela. Colui che in decenni recenti venne premiato con il Nobel per la pace in quegli anni era un terrorista. Sì, un terrorista nemico della pace, proprio come lo erano i nostri partigiani e i tanti combattenti per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli dei nostri tristi anni dominati dall’imperialismo statunitense ed europeo.

Mandela rimase in carcere per 27 lunghissimi e durissimi anni solo per le sue idee. Una storia che anche noi italiani conosciamo bene per quello che avvenne durante il fascismo. Madiba, rifiutò nel 1985 la libertà in cambio della fine della lotta armata.

Uscì dal carcere nel 1990 e divenne presidente dell’ANC nel 1991. L’ANC è la federazione politica che comprende il SACP, l’ANC e il grande sindacato Sudafricano Cosatu. Nel 1991 l’ANC sospende la lotta armata. La rivoluzione democratica conquistò il paese nel 1994 quando Mandela divenne il primo presidente nero del Sudafrica che guidò fino al 1999. Nel 2004 decise di ritirarsi dalla vita pubblica rimanendo il padre nobile del paese. Di Mandela i sepolcri imbiancati hanno detto di tutto e di più. Prima che era un terrorista, poi un comunista pure amico di Fidel Castro (comunista non lo era anche se i comunisti erano i suoi compagni di lotta e di carcere; ma amico di Fidel sì e per i razzisti sudafricani e occidentali era proprio una bestemmia), poi traditore del paese. Dopo, con la stessa ipocrisia divenne statista, padre nobile fino a essere premio Nobel per la pace insieme, perché la realpolitik non è mai troppa, al presidente razzista De Klerk nel 1993.

La coerenza di Mandela è stata esemplare. Non ha mai abiurato le sue scelte. La lotta armata, in primis, l’ha sempre ritenuta una necessità di fronte al muro di violenza del regime razzista di Pretoria. Ma ha saputo comprendere negli anni Novanta, da grande statista, che in quel momento al Sudafrica non serviva vendetta ma riconciliazione. Ma fu riconciliazione vera, come si usa in Africa e non la pantomima che si usa in occidente.

Il grande Sudafrica libero ha ancora di fronte a sé molti problemi, soprattutto economici e di giustizia sociale da risolvere. Ma il Sudafrica di oggi è fra i paesi che possono dare un contributo fondamentale per cambiare le sorti del mondo. Il Sudafrica di Mandela è uno dei paesi BRICS; una potenza regionale africana di prima grandezza e il suo popolo che conosce il prezzo della libertà, della giustizia sociale e della solidarietà conquistata con il carcere e i tanti, troppi martiri che ha dovuto lasciare sul selciato, non si lascerà abbindolare da niente  e da nessuno.

Addio grande Madiba. Immenso Rolihlahla, letteralmente “Colui che porta guai” che invece ha portato la gioia e la felicità nel cuore di un grande popolo. Nelson Mandela se n’è andato e per tutti noi che oggi ti piangiamo e ti salutiamo a pugno chiuso rimarrai uno dei simboli della lotta dei popoli per la giustizia sociale e la libertà. 

Addio Compagno Presidente.

Fonte: Pdci.it

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