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venerdì , 28 luglio 2017
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E se anche i media venissero considerati come “armi”?

Si parla di Media Wars, di influenzare le opinioni pubbliche per vincere le guerre. E se anche i media diventassero armi di distruzione di massa? La nostra è solo una provocazione, o forse no..

Immaginate un Paese dove due fazioni si combattono. Nelle guerre intestine, nelle guerre civili è sempre difficile stabilire chi abbia ragione; ci si riesce spesso e volentieri ex post, tirando le somme a freddo, ma inevitabilmente il giudizio che ciascuno darà sarà viziato dalla propria predisposizione ideologica e dai propri ideali. Ed è giusto che sia così, che ognuno si faccia la propria idea analizzando però i fatti oggettivi. I fatti hanno la testa dura, così’ il fatto che i repubblichini di Salò partecipassero ai massacri dei loro fratelli italiani assieme ai nazisti tedeschi è stato ampiamente dimostrato da fonti di ogni tipo, al punto da diventare certezza storica e non più “opinione di parte”. Nel mondo moderno però esistono i media, coloro cioè che diffondono le informazioni, permettendo a ciascuno di venire a conoscenza di ciò che succede nel mondo. I media dovrebbero essere oggettivi, dovrebbero cioè raccontare semplicemente quello che accade, senza dare giudizi di valore. E invece, prendiamo il caso delle recenti guerre a Gheddafi e ad Assad, i media distorcono completamente i fatti, omettendone alcuni e mettendone in risalto altri, modificando nei fatti la percezione della realtà. Ma modificare la percezione della realtà diventa anche modificare la realtà stessa. Pensate ora, per un semplice istante, che sia vero che l’attacco chimico di Ghouta del 21 agosto sia stato realizzato non dai lealisti, ma dai ribelli. E pensate ora che i media sappiano che in realtà non si sa chi sia il responsabile, ma  che decidano comunque di dare in pasto all’opinione pubblica la versione che sarebbe stato Assad il responsabile. Non sarebbe forse questa una mistificazione? Non sarebbe un’arma di distruzione di massa? Pensate che esageriamo? Allora pensate al numero di morti che potrebbe causare una missione americana a Damasco, pensate a quanti innocenti morirebbero dal momento che i reali responsabili verrebbero lasciati impuniti, e anzi, eletti a vincitori e sovrani della nuova Siria. Non sarebbe forse questo un vergognoso massacro da vietare causato da bugie dette deliberatamente? Spesso il confine tra armi reali e armi morali, è molto labile.

Gracchus Baeuf

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