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lunedì , 29 maggio 2017
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E se lo spread riporta sul carro il Cavaliere?

Nemmeno un anno fa tutti parlavano di spread e di pericolo mortale per la nostra economia. Il premier era Silvio Berlusconi e tutto lo spettro politico, da destra a sinistra, gli ha addossato a ragione buona parte di colpa per l’innalzamento dello spread. Oggi però lo spread ha superato la soglia che costò cara al Cavaliere..e Silvio potrebbe anche pensare di tornare sul carro sostenendo che, dopotutto, la crisi non fu colpa sua.

Per prima cosa, un chiarimento. Se in Italia avessimo un centrosinistra anche solo presentabile, avremmo già smesso di parlare di Silvio Berlusconi da Arcore da un pezzo. Purtroppo però non è così e lo spread che costò la testa del Cavaliere ora potrebbe finire persino per decapitare il “tecnico” Monti, il medico che era stato chiamato al capezzale del malato per guarirlo ed è finito contagiato a sua volta. Berlusconi, è un parere di chi scrive ma che è ampiamente condiviso nel Paese, ha rovinato l’Italia, lo ha fatto culturalmente, economicamente, socialmente, tuttavia la crisi non è stata unicamente colpa sua, come  la classe politica si è affrettata a sbandierare. Faceva comodo all’epoca strumentalizzare lo spread per liberarsi di Silvio, giusto così, ma oggi si finisce nuovamente sul baratro, con la mannaia dello spread sulla testa. Ed ecco che coloro che si affrettarono mesi fa a dire che Berlusconi era l’unico colpevole dello spread, non sapevano che in realtà gli stavano costruendo un’alibi straordinario. Proprio nei giorni scorsi Berlusconi ha annunciato di voler tornare in pista come leader del centrodestra alle prossime elezioni, e puntuale come il fisco è arrivata una settimana dopo la nuova impennata dello spread. Che l’Europa abbia paura del ritorno del Cavaliere? Sicuramente possibile e suggestivo, ma improbabile. Purtroppo i motivi della crisi sono ben più profondi e radicati nella finanziarizzazione del sistema capitalistico occidentale avvenuto negli ultimi vent’anni, di cui Berlusconi ha svolto sicuramente il ruolo di battitore libero. Ma finchè a Berlino siederà Angela Merkel con il suo rigorismo cinico e spietato, bisognerà tagliare comunque, con o senza Silvio. E del resto Monti ci ha già fatto vedere quale sarà la strada, lastricata di lacrime e sangue, che dovremo percorrere nei prossimi mesi, anni. Berlusconi è rimasto in disparte mentre Monti e Fornero tagliavano, e ora eccolo tornare recitando il ruolo di salvatore della patria, un ruolo che la classe politica italiana gli ha permesso di svolgere sbagliando come al solito tutto quello che si poteva sbagliare. E così con un Pd impresentabile che ammicca a destra e si dimentica qualsiasi cosa alla sua sinistra, ecco che Berlusconi ci riprova, forte dello spread che sta incalzando Monti, l’uomo che era stato chiamato per mettere una toppa ai disastri provocati dal Pdl in vent’anni di governo. In questa situazione gravissima c’è solo una cosa da augurarsi, ovvero che gli italiani non si lascino infinocchiare per l’ennesima volta dal Cavaliere, perchè, passatemi la metafora, la “tempesta perfetta” io preferisco attraversarla avendo come timoniere un professionista e non uno “Schettino”.

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