E se si mettesse a urlare anche la sinistra?Tribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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E se si mettesse a urlare anche la sinistra?

Il recenti fatti mostrano in modo inequivocabile uno dei vulnus della nostra democrazia, ovvero che chi urla di più, chi le spara grosse e politically scorrect silenzia quelli che rispettano le leggi e si sforzano di essere sempre educati. E se anche la sinistra cominciasse a gridare le proprie rivendicazioni? 

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Quando vedo Kyenge penso a un Orango“, parola di Roberto Calderoli, viceministro della Repubblica Italiana, che dopo aver detto tale bestialità ha persino pensato bene di non dimettersi. Ha chiesto scusa, questo sì, chiedere scusa è gratis, soprattutto se poi si rimane al proprio posto e si ottiene di far comparire un partito morto come la Lega Nord su tutti i media italiani e internazionale. Bene o male basta che se ne parli diceva qualcuno, e in Italia questa massima è diventata norma vincolante per fare politica. Non importa cosa si dice, se è un concetto sensato o meno, l’importante è dirlo urlando, magari in modo volgare, attaccando qualcuno, facendosi beffe delle istituzioni e delle regole costituite. Oltre alla destra italiana, che da sempre è adusa a spararle grosse per poi rettificare quando le luci dei media si sono ormai affievolite (e intanto il messaggio è passato), ora anche Beppe Grillo sembra aver capito il funzionamento del giochino. Si sceglie un bersaglio, magari si trova qualche elemento fisico da attaccare, e giù duro, risvegliando i sentimenti più retrivi e bassi degli individui, invitando la massa alla risata grottesca, alla messa alla berlina del malcapitato di turno. Berlusconi poi è un maestro di quest’arte, ha cominciato offendendo quelli di sinistra apostrofandoli come “coglioni”, ha continuato offendendo la magistratura, offendendo gli avversari politici, vedi Rosi Bindi; più il Cavaliere le sparava grosse, più i media parlavano di lui, e mai una volta ha perso voti a causa delle cose sgradevoli e maleducate che ha urlato! Insomma un gioco be oliato che permette di accattivarsi le simpatie inconsce di milioni di persone a costo zero dal momento che non si va incontro assolutamente a nulla. E’ forse mai successo qualcosa alla Santanchè per aver dato delle “metastasi” ai magistrati? Oppure a Bossi quando ha detto che voleva pulirsi il deretano con la bandiera italiana? No. E non succederà nulla nemmeno a Grillo e a Calderoli, nè ai prossimi che vorranno continuare il teatrino. E qui casca l’asino, perchè la sinistra italiana continua a fingersi educata e rispettosa come agnelli di fronte a lupi famelici anche quando questo comportamento non porta alcun vantaggio elettorale o mediatico? Per quale motivo la sinistra, anche quella radicale, è costretta continuamente ad automoderarsi cercando di non far indignare l’italiano medio mentre invece i politici di destra dicono, letteralmente, quello che vogliono traendone vantaggio oggettivo? Mostrarsi educati, rispettosi, pacati e democratici in Italia non paga, si sembra “sfigati”, questo è il frutto avvelenato di oltre vent’anni di rincoglionimento berlusconiano. Così se non urli, non offendi, non le spari grosse, non sei nessuno. La domanda, che poi è una provocazione, è quindi molto semplice: Come mai non comincia a urlare anche la sinistra? Come mai non cominciare, da sinistra, ad alzare i toni in modo speculare? Che so, magari accusando le banche di aver creato la crisi (cosa abbastanza vera), magari ricordando che nella destra italiana ci sono dei fascisti e che il loro posto non dovrebbe essere nelle istituzioni bensì altrove…eccetera. Per vincere, sempre che si voglia vincere, bisogna sporcarsi le mani e fare i conti con il popolo che si ha. Inutile essere educati se l’Italia è un Paese di maleducati…

Gracchus Babeuf

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