E se tutto fosse cominciato con Snowden?Tribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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E se tutto fosse cominciato con Snowden?

Vi siete già dimenticati di Edward Snowden? Si tratta del giovane americano ex tecnico della Cia che diede inizio al “Datagate” rivelando pubblicamente una serie di dettagli su come i governi americano e britannico mettevano in atto una vera e propria sorveglianza di massa sui cittadini. Snowden trovò riparo, guardacaso, in Russia. Poco dopo i rapporti tra Russia e Usa sarebbero tornati ai minimi storici……

In molti si sono già dimenticati della stria di Edward Snowden, il giovane ex tecnico della Cia già collaboratore della Booz Allen Hamilton, una azienda di informatica consulente della Nsa, ovvero la National Security Agency. Per diverso tempo le sue avventure hanno conquistato le prime pagine dei giornali dal momento che Snowden ha rivelato pubblicamente dettagli scottanti di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo americano e britannico. Milioni di persone hanno quindi potuto toccare con mano l’esistenza di un sistema orwelliano di controllo sociale fino ad allora tenuto segreto. Tutto cominciò quando Snowden decise di collaborare con Glenn Greenwald, giornalista di The Guardian, che fu il primo a pubblicare tutta una serie di denunce basate sulle rivelazioni ricevute da Snowden nel giugno del 2013. Si trattava di informazioni su programmi di intelligence secretati tra cui un monumentale piano di intercettazione telefonica tra Stati Uniti e Ue che riguardava ovviamente anche la navigazione su internet. Snowden sostanzialmente rappresenta la figura di un uomo che, avendo compreso la natura dei progetti per l’agenzia per cui lavorava, ha deciso di rendere tutto pubblico per informare “ il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro“. Insomma anche gli americani hanno potuto finalmente toccare con mano l’esistenza della sorveglianza di massa messa in atto dalla Nsa. Poi ci fu la denuncia dei procuratori federali degli Stati Uniti il 21 giugno, una vera e propria accusa di furto di proprietà ai danni del governo e di pubblicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale. Da qui la fuga di Snowden prima a Hong Kong, poi a Mosca, dove la Russia ha concesso asilo politico temporaneo a Snowden. Nonostante lui abbia sempre affermato di non avere relazioni particolari di collaborazione con i governi russo e cinese, viene accusato di aver rivelato altri segreti proprio al Cremlino. Snowden comunque non ha mai fatto richiesta di asilo politico definitivo al governo di Mosca, lasciando quindi intendere di lasciare la porta aperta ad un ritorno a casa. Il motivo di tutta questa premessa è che parallelamente alle rivelazioni di Snowden e alla sua fuga in Russia le relazioni tra il Cremlino e la Casa Bianca sono svicolate ai minimi termini. Solo un caso o esiste un qualche collegamento con il caso Snowden? Sono naturalmente solo illazioni ma ci sembra che il caso dell’ex collaboratore della Cia sia uscito velocemente dai giornali e dai media lasciando spazio invece alla contrapposizione geopolitica tra Obama e Putin sui casi di Ucraina e Siria. Secondo noi il caso Snowden invece andrebbe inserito eccome nel contesto della nuova guerra fredda e per quanto probabilmente non sapremo mai che dati Snowden ha diffuso al Cremlino relativamente ai piani secretati della Cia, è lecito pensare che gli Stati Uniti abbiano agito di conseguenza decidendo di accelerare nella contrapposizione con il Cremlino. Inoltre proprio in nome della nuova guerra fredda dichiarata dagli Usa alla Russia non casualmente il caso Snowden è scomparso in quanto poneva importanti interrogativi circa la liceità del controllo di massa dei suoi cittadini da parte del governo che viene considerato il difensore della “libertà” in tutto il mondo.

GB

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