Ebola. L'epidemia che non spaventa più ma continua a uccidereTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Ebola. L’epidemia che non spaventa più ma continua a uccidere

Di #Ebola adesso non si parla più ma la malattia in Africa continua a uccidere e per la seconda settimana di fila ora il numero di nuovi casi sembra essere di nuovo in aumento. Ma se non ci sono rischi per l’Occidente, ecco che l’interesse scema…

Di Ebola si muore e ben presto anche in Occidente gli scorsi mesi abbiamo sperimentato la paura per questa malattia che sta mettendo in ginocchio l’Africa Occidentale. Poi, all’improvviso, più nulla. Si pensava che l’Ebola potesse diventare una emergenza internazionale, si era parlato di pandemia globale alle porte e di catastrofe inevitabile ma fortunatamente è sembrato che l’emergenza fosse rientrata dal momento che improvvisamente il mainstream ha smesso di parlarne. Eppure di Ebola si continua a morire in Sierra Leone, Liberia e Guinea, anche se evidentemente l’epidemia fa meno paura. Il numero dei nuovi casi di contagiati da Ebola è aumentato per la seconda settimana di fila, ad affermarlo  l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS/WHO), che ha registrato ben 144 nuovi casi di contagio di cui 76 sono stati segnalati in Sierra Leone, 65 in Guinea e tre in Liberia.Insomma altro che pericolo rientrato, secondo l’Oms l’aumento dei casi ha evidenziato le considerevoli sfide che ancora bisognerebbe superare al fine di porre realmente fine all’epidemia. “Nonostante i miglioramenti nell’individuazione dei nuovi casi, la gestione dei malati, le pratiche di sepoltura e l’appoggio da parte delle comunità locali il declino nell’incidenza di nuovi casi si è fermato”, ha riferito l’OMS. Ora che il rischio che l’Ebola raggiunga l’Occidente sembra rientrato quindi, semplicemente l’Ebola non interessa più così come non interessa più raccogliere denaro e fondi per la ricerca di vaccini o per aiutare la popolazione civile in loco. A farlo sono singoli eroi come Emergency di Gino Strada oppure governi illuminati come quello di Cuba che ha inviato centinaia di medici e infermieri a titolo gratuito per aiutare la popolazione locale. A oggi l’epidemia ha già ucciso circa diecimila persone e il timore di molti addetti ai lavori è che senza un vaccino la situazione potrebbe anche degenerare e peggiorare a seguito di una possibile mutazione del virus.

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