Ebola. Obama invia tremila soldati in Africa OccidentaleTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Ebola. Obama invia tremila soldati in Africa Occidentale

Tremila soldati per arrestare l’epidemia di Ebola, è l’ultima trovata di Barack Obama che ha annunciato l’avvio di una operazione volta a contenere il diffondersi della malattia, secondo molti fuori controllo. I soldati non offriranno assistenza sanitaria bensì “copertura” alle strutture ospedaliere.

Qualcuno, e non certo qualcuno che condivideva le nostre idee, disse che a pensar male si fa peccato, ma sostanzialmente ci si azzecca. Ecco perchè fatichiamo a rallegrarci della notizia data dal presidente americano Barack Obama che ha annunciato di voler inviare tremila soldati americani in Africa Occidentale per arginare l’epidemia fuori controllo di virus Ebola. Sono ormai diversi mesi che la malattia miete centinaia di vittime, eppure gli unici che sono stati trasportati negli Stati Uniti e guariti con il vaccino sperimentale sono proprio due americani. Obama ha parlato ieri di una epidemia fuori controllo anche se ha ammesso che difficilmente l’epidemia potrà mai arrivare negli Stati Uniti. Da qui la decisione di organizzare la spedizione cui parteciperanno anche medici, infermieri, operai e ingegneri. L’operazione, “Operation United Assistence” costerà qualcosa come 750 milioni di dollari e gran parte dei fondi arriveranno dai 500 milioni di dollari che il Pentagono riutilizzerà a seguito della riduzione delle operazioni militari in Afghanistan. Il quartier generale scelto dagli Usa sarà Monrovia, la capitale della Liberia, paese colpito duramente dall’epidemia e storica “colonia” americana in Africa. I soldati sulla carte non offriranno direttamente assistenza sanitaria sul campo, bensì copertura alle strutture ospedaliere. Infine una curiosità, i soldati americani che verranno mandati in Africa sono quelli che alloggiano nella base di Vicenza, ovvero quelli della  United States Army Africa (USARAF), ex Southern European Task Force (SETAF). Sinceramente ci auguriamo che l’intento di Obama e soci sia sincero, ovvero quello di prestare aiuto alla popolazione disastrata dell’Africa del Sud, ma ci domandiamo come mai non inviare immediatamente la somma richiesta dalle organizzazioni sanitarie per arginare l’epidemia e come mai la mobilitazione sia stata così tardiva. Speriamo almeno che la missione americana serva sul serio a salvare delle vite umane.

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