Ecco cosa vorremmo sentire all'Assemblea Generale dell'OnuTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Ecco cosa vorremmo sentire all’Assemblea Generale dell’Onu

Si tiene in queste ore a New York l’Assemblea Generale dell’ Onu ma il  timore è che ancora una volta i reali temi da affrontare per migliorare il mondo rimarranno nell’ombra. E invece sarebbe necessario rilanciare la necessità di una riforma totale degli organi di cooperazione internazionale. 

I leader di tutto il mondo si sono ritrovati in quel di New York, Stati Uniti, per partecipare al consueto dibattito annuale dell’Assemblea generale dell’Onu. In agenda ovviamente i temi del momento, dalla guerra in Siria fino al pericolo jihadista e alla crisi dei migranti, per non parlare del cambiamento climatico e della lotta alla povertà. Ogni volta si tratta di un appuntamento importante ma quest’anno secondo molti avrebbe una importanza particolare dal momento che coincide con il 70esimo anniversario della creazione dell’Onu. All’Assemblea generale partecipano circa 150 capi di Stato e di governo, ma anche ministri e altri rappresentanti che rappresentano gli altri 193 Paesi componenti le Nazioni Unite.

Le Nazioni Unite vennero fondate il 24 ottobre 1945 da 51 nazioni che si impegnavano, all’indomani dell’abominio della Seconda Guerra Mondiale, a preservare la pace e la sicurezza collettiva mediante la cooperazione internazionale. Un paese che aderisce alle Nazioni Unite deve accettare gli obblighi dello Statuto dell’Onu, ovvero un trattato internazionale che fissa i principi fondamentali delle relazioni internazionali. Sulla base di questo Statuto l’Onu svolge ben quattro funzioni: mantenere la pace e la sicurezza internazionali, sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, cooperare nella risoluzioni dei problemi internazionali e nella promozione del rispetto per i diritti umani, rappresentare un centro per l’armonizzazione delle diverse iniziative nazionali.

Questo breve excursus ci porta a dire che ancora una volta, purtroppo, l’Assemblea Generale dell’Onu non servirà a risolvere nessuno dei problemi che affliggono il mondo e questo non perchè tutti gli stati che lo compongono non ne hanno interesse ma perchè il peso di alcuni paesi è troppo determinante rispetto a quello degli altri, rendendo quindi impossibile prendere delle decisioni utili a innestare un reale cambiamento. Già in passato uomini come Fidel Castro e Ernesto Che Guevara hanno detto la loro all’Onu, e più recentemente Hugo Chàvez, tuttavia le belle parole rimangono utili solo per gli storici in quanto questi personaggi, pur con tutto il loro prestigio, non sono riusciti a convincere gli altri paesi a fare qualcosa di reale per risolvere problemi come le guerre, la miseria, il debito, il colonialismo e così via.

Quello che vorremmo sentire oggi nell’Assemblea Generale dell’Onu è una denuncia di quei paesi che, se a parole dichiarano di essere tutori della pace, nella pratica rimestano nel torbido portando avanti i propri interessi con ogni mezzo. Ci piacerebbe sentire qualcuno accusare i grandi della Terra di aver affamato milioni di persone per salvare le banche con le recenti crisi finanziarie, oppure ancora qualcun altro accusare paesi come Arabia Saudita, Turchia, Israele, Stati Uniti etc. di violazioni dei diritti umani e di aver ingerito negli affari interni della Siria, solo per fare un esempio. Qualcuno potrebbe dire che non sarebbe la sede adatta, ma allora quale sarebbe la sede adatta? Qualcuno mai chiederà direttamente conto delle continue ingiustizie che si perpetuano quotidianamente? E non è solo questione di idealismo,non a caso la Cina con Xi Jinping questa volta ha parlato di proposte concrete per togliere il debito ai paesi sottosviluppati, come mai nessuno fa notare pubblicamente all’Occidente che continua ad avere interesse nell’avvincere con le catene del debito un intero continente come quello africano? E qualcuno mai chiederà conto di quanto è stato fatto in Libia con le bombe su Gheddafi decise in modo unilaterale solo da alcuni paesi?  Tutte domande senza risposta, anzi una risposta ci sarebbe: riformare completamente le Nazioni Unite. Eh sì perchè a oggi il peso soffocante di alcuni paesi su altri si esercita anche in modo indiretto e senza una reale riforma che tuteli anche il diritto di chi conta di meno sarà sempre e comunque una utopia credere che dalle Nazioni Unite possano uscire delle soluzioni a problemi globali.

@Gracchus Babeuf 

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