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lunedì , 23 ottobre 2017
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Ecco il piano crescita Monti: Tagli e ancora tagli

Il Consiglio dei ministri di ieri ha proposto un piano del governo per la crescita del Paese.  Tale piano è stato racchiuso in un documento di 18 pagine nel quale Monti ha enunciato i suoi provvedimenti per la crescita. Più che crescita però, sembra una lista selvaggia di tagli.

Tutti i giornali di oggi hanno titolato mettendo in primo piano la “crescita”, parola mai così attuale visti i tempi di magra in cui ci troviamo. Ieri il Consiglio dei ministri h fatto uscire un documento di 18 pagine in cui il governo ha enunciato tutti i suoi piani per la crescita. Che sia arrivata la tanto sbandierata “fase due” della riattivazione dell’economia?.L’”Agenda per la crescita” di ieri, con le sue diciotto pagine, è ancora molto più leggera, ed è appena all’inizio del percorso che dovrebbe portarla a essere una legge vera e propria. Uno dei provvedimenti previsti sarà la cessione di tre aziende di proprietà del ministero dell’Economia, stiamo parlando di Sace, Simest e Fintecna, le cui quote saranno vendute per circa 10 miliardi di euro. L’acquirente delle quote sarà la Cassa depositi e prestiti, una società controllata al 70% dal Ministero del tesoro che però non rientra nel bilancio dello stato (e che, probabilmente, cercherà di venderle sul mercato senza la fretta che avrebbe il Ministero del Tesoro). Novità anche nella revisione della pubblica amministrazione con tagli previsti del 20% per quanto riguarda i dirigenti dell’amministrazione centrale e del 10% degli altri dipendenti. Sparite invece alcune proposte che fino a pochi giorni fa sembravano dover entrare nell’agenda e che invece sono sparite a causa degli alti costi. Stiamo parlando della proposta del ministro Passera di togliere l’Iva ai privati che investono in grandi opere pubbliche e quella del ministro del Lavoro Elsa Fornero di tagliare il cuneo fiscale, e cioè quella parte di stipendio ai dipendenti che le imprese pagano allo Stato sotto forma di tasse e contributi. Crescere si, ma senza spendere. Questa la ricetta del governo Monti, una ricetta di tagli e lacrime che  per la stragrande maggioranza della popolazione non si tradurrà in oggettivi miglioramenti delle condizioni di vita.

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