Ecco il primo sciopero dei "lavoratori domenicali"Tribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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Ecco il primo sciopero dei “lavoratori domenicali”

 

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per domenica 1 novembre lo sciopero generale del Commercio e della Grande distribuzione organizzata con i movimenti e le associazioni che si battono contro il lavoro domenicale e festivo.

L’Usb, Unione Sindacale di Base, ha deciso di proclamare lo sciopero generale del Commercio e della Grande distribuzione organizzata lavorando assieme a movimenti e associazioni che da tempo hanno cercato di mobilitarsi contro il lavoro domenicale e nei giorni festivi, l’ennesimo frutto della globalizzazione. A questo proposito Usb ha indetto una manifestazione nazionale a Roma che ha ricevuto subito un discreto numero di adesioni per dire “No” alle liberalizzazioni nel commercio. Lavoratori da tutta Italia hanno raggiunto piazza Santi Apostoli nella Capitale assieme ad artisti, militanti di sinistra, intellettuali, politici e semplici curiosi che hanno deciso di partecipare alla mobilitazione dal basso. Ovviamente anche la politica ha provato a strizzare gli occhi a questa piattaforma, non a caso alla manifestazione hanno aderito anche Marco Furfaro della Segreteria Nazionale di Sel, Enrico Stefano consigliere del Movimento Cinque Stelle, ma anche Enrico Sitta di Rete Tilt e diverse personalità della stampa come Sebastiani, il Direttore Responsabile di ControLaCrisi.org e Sergio Cararo, di Contropiano.org. Ma alla manifestazione hanno aderito anche importanti realtà su internet come “Lercio- lo sporco che fa notizia”. Prevista la partecipazione anche dei lavoratori della Rummo che sono stati invitati alla manifestazione dopo l’alluvione che ha messo in ginocchio la fabbrica campana.

L’USB chiama a raccolta i cittadini che hanno capito l’inganno delle multinazionali del commercio e i politici che avranno il coraggio di dire no alle lobbies della grande distribuzione organizzata”, ha detto  Francesco Iacovone, dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato. “Il lavoro in questo settore martoriato, lo sfruttamento garantito dal Contratto nazionale del Commercio, la liberalizzazione degli orari e delle aperture introdotte dal decreto Salva-Italia del governo Monti, ma soprattutto i racconti nel segno del ricatto e della precarietà di chi lavora nei grandi centri commerciali, ci impongono di sbarazzarci dei pregiudizi, di afferrare la realtà per quella che è, di combattere per trasformarla”. E poi ancora: “Il primo novembre sarà una giornata che ha l’ambizione di connettere la battaglia contro il lavoro domenicale e festivo con quella sulla precarietà   denunciando il carattere distruttivo dei centri commerciali, non-luoghi che non solo concentrano lavoro super-sfruttato, ma annientano posti di lavoro nel piccolo commercio, divorano suolo favorendo una cementificazione selvaggia e devastando ambiente e paesaggio urbano”.

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