Ecco il "terrore" democraticoTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Ecco il “terrore” democratico

Si fa un gran parlare del #Terrore rivoluzionario nella rivoluzione francese come in quella russa, assurto a paradigma di violenza incontrollabile e giustizia sommaria. Eppure esiste anche un altro #terrore, altrettanto subdolo, di matrice “democratica”, che però nessuno vuole ricordare.

 Diversi straordinari esperimenti di rivoluzioni sociali sono stati screditati a causa del “terrore” che ne sarebbe scaturito che avrebbe causato lutti e violenze intollerabili oltre che spesso sommarie e ingiuste. In particolar modo si utilizzano tali critiche per screditare l’Unione Sovietica e le sue conquiste sociali dimenticando che purtroppo le stesse violenze arbitrarie e sommarie avvenivano anche nei paesi del “democratico” occidente. Domenico Losurdo a questo riguardo ha scritto un libro molto interessante: ”Stalin. Storia e critica di una leggenda nera“, nel quale analizza quello che stava succedendo negli Stati Uniti mentre in Urss si era alle prese con quello che gli stessi occidentali definivano il “grande terrore staliniano“. Come ci ha ricordato Losurdo negli Stati Uniti la situazione non era purtroppo migliore per quanto riguarda i diritti umani:  “Concentriamoci sugli anni ’30 del ’900, quelli che vedono dispiegarsi in URSS il terrore staliniano. Negli USA i titoli e le cronache dei giornali locali sono di per sè eloquenti: Grandi preparativi per il linciaggio di questa sera”. Nessun particolare dev’essere trascurato: “si teme che colpi d’arma da fuoco diretti al negro possano andare fuori bersaglio e colpire spettatori innocenti, che includono donne coi loro bambini in braccio”; ma se tutti si atterranno alle regole, “nessuno sarà deluso”

Ma non è finita qui: “il linciaggio eseguito pressoché come previsto nell’annuncio pubblicitario”; “la folla applaude e ride per l’orribile morte di un negro”; “cuore e genitali recisi dal cadavere di un negro”. “E’ giusto parlare di terrore, e non solo in considerazione degli effetti che lo spettacolo di una violenza così efferata, e così allegramente preannunciata in una sorta di inserzione pubblicitaria, dispiegava sulla comunità nera.”, ha commentato Losurdo che però si è spinto persino oltre ricordando come all’epoca per finire linciati non bisognava necessariamente commettere uno stupro, bastava avere rapporti consensuali con una donna bianca: “Bastava molto meno per essere condannati a morte: l’Atlanta Constitution dell’11 luglio 1934 informa dell’avvenuta esecuzione di un nero di 25 anni “accusato di aver scritto una lettera indecente ed insultante ad una giovane ragazza bianca della contea di Hinds”; in questo caso la “folla di cittadini armati” si era accontentata di riempire di pallottole il corpo dello sciagurato.”

Per di più, oltre che sui “colpevoli”, la morte, inflitta in modo più o meno sadico, incombe anche sui sospetti. Continuiamo a sfogliare i giornali dell’epoca e a leggere i titoli: “Assolto dalla giuria, poi linciato”; “Sospetto impiccato ad una quercia sulla pubblica piazza di Bastrop”; “Linciato l’uomo sbagliato”. Infine la violenza non si limita a colpire il responsabile o il sospetto responsabile: accade che, prima di procedere al suo linciaggio, venga data alle fiamme e bruciata completamente la capanna in cui abita la sua famiglia.”

(estratto da “D. Losurdo, Stalin. Storia e critica di una leggenda nera”)

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