Ecco perchè gli Usa non si fermeranno alla SiriaTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Ecco perchè gli Usa non si fermeranno alla Siria

Cosa sta per accadere in Siria? Difficile dirlo. Quello che è certo è che gli Stati Uniti sanno perfettamente a quali scenari andranno incontro, e non intendono tirarsi indietro. 

In molti parlano correttamente di possibile Terza Guerra Mondiale in merito a quello che sta succedendo e potrebbe succedere in Siria. Non è più una semplice boutade di qualche complottista isolato, ma una mera constatazione della realtà. Si è tornati alla Guerra Fredda, con Washington e Mosca che ormai sembrano distanti anni luce. Il perchè è presto detto, fin quando la Russia ha abdicato da controllore mondiale dopo la caduta dell’Unione Sovietica, ecco che gli Stati Uniti erano ben contenti di essere rimasti gli unici padroni del mondo e di poter fare da poliziotti mondiali ovunque lo ritenessero necessario. Ora però che al Cremlino si trova Vladimir Putin, la Russia non intende più andare al traino degli Stati Uniti, e ha deciso di arginare i tentativi della Casa Bianca di inghiottire nella propria sfera di influenza tutto il Medio Oriente. La Russia non è più disponibile ad accondiscendere ai desideri americani, e soprattutto gli americani non sono più disposti a rimanere a guardare mentre anno dopo anno i Brics e la Cina diventano sempre più minacciosi. Gli elementi per una guerra globale ci sono tutti, se ne parla ormai da anni e la Siria potrebbe essere il casus belli tanto atteso. Mai si era visto un tale dispiegamento di forze nel Mediterraneo con navi da guerra che montano bandiere diverse, mai si era vista una divisione del mondo in blocchi contrapposti dai tempi della Guerra Fredda. E’ chiaro che agli Usa non interessa tanto la Siria in sè, la Siria interessa nella misura in cui la sua caduta avvicinerebbe quella dell’Iran, indebolendo le posizioni di Russia e Cina e rafforzando quelle di Washington e Tel Aviv. Questa è dunque la partita che si gioca in Medio Oriente, una partita per il predominio globale, con gli Stati Uniti che da oltre dieci anni armano i loro alleati nell’area proprio in vista di ciò. Come spiegare altrimenti le tonnellate di armi ad alta tecnologia inviate dalla Casa Bianca ai paesi del Golfo, Arabia Saudita e Qatar in primis?

Il problema però è uno solo. La Russia non intende abbandonare la Siria, e di conseguenza gli scenari che ci aspettano sono foschi a dire poco. Gli Stati Uniti infatti continuano a invocare l’intervento “umanitario” in Siria, adducendo come scusa il massacro del 21 agosto di Ghouta. Peccato che a distanza ormai di più di dieci giorni non solo gli Usa non sono stati in grado di mostrare le prove che inchioderebbero Damasco alle sue responsabilità, ma al contrario la Russia ha prodotto altre prove che accuserebbero proprio i ribelli. Inutile dire che quello delle armi chimiche è solo un “casus belli”, e Obama sa perfettamente la partita in gioco, sa perfettamente che un attacco alla Siria rischierebbe di scatenare un conflitto di proporzioni globali. Pensate per davvero che Obama voglia rischiare una guerra nucleare solo per il destino di 1400 civili siriani uccisi, forse, dalle armi chimiche? No. La realtà è ben altra, gli Usa hanno scelto di intervenire in Siria proprio perchè sono interessati agli scenari successivi, scenari che portano all’Iran. E la Russia? Impossibile che il Pentagono non abbia immaginato che la Russia potrebbe intervenire, ecco perchè la volontà degli Stati Uniti di andare avanti comunque come muli, anche da soli, dovrebbe dirla lunga su quali sono le intenzioni belliche di Obama e soci. O sanno e quindi vogliono la guerra, oppure sono degli irresponsabili. In entrambi casi, per noi, non ci sarà un bel futuro.

Gracchus Babeuf

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