Ecco perchè le sanzioni non spaventano MoscaTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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Ecco perchè le sanzioni non spaventano Mosca

Stati Uniti e Ue minacciano il Cremlino di pesanti sanzioni economiche in merito alla vicenda Ucraina, ma Mosca non sembra preoccuparsene più di tanto. Cerchiamo di vedere come mai Mosca non teme assolutamente le sanzioni dell’Occidente. 

Obama e soci hanno minacciato ripetutamente di colpire la Russia con pesanti sanzioni economiche. Il fatto però è che lo strapotere dell’Occidente non è più quello di una volta, e ormai anche i ricatti economici sembrano quasi sbiaditi, meno efficaci di un tempo. Anche per questo la Russia, che in Ucraina non ha giustamente accettato la visione completamente parziale offerta dall’Occidente della rivolta di Kiev, dove neofascisti e neonazisti l’hanno fatta da padrone, ha deciso di andare fino in fondo, ignorando le minacce di Usa e Ue. Ma come mai Mosca non teme le sanzioni dell’Occidente? Come ha spiegato il Segretario dell’ufficio stampa del presidente Putin, Dimitry Peskov, la Russia opterà per altri partner commerciali se le sanzioni economiche verranno imposte da Usa e Ue. “Se un partner economico di una parte del globo impone delle sanzioni, noi presteremo attenzione a nuovi partners dall’altra parte del mondo. Il mondo non è unipolare, noi ci concentreremo su altri partner economici“, ha detto Peskov a RIA Novosti. Secondo Peskov le sanzioni minacciate contro Mosca sarebbero comunque inaccettabili, e la Russia intende offrire una nuova cooperazione economica con l’Unione Europea. Inoltre nelle scorse ore il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha parlato al telefono con il segretario di Stato Usa John Kerry riguardo alla situazione in Ucraina, e Lavrov ha detto che le sanzioni promesse da Usa e Ue contro la Russia sono assolutamente inaccettabili e non arriveranno senza gravi conseguenze. Secondo vari dati infatti la Russia ha il 7% di importazioni e il 12% di esportazioni con il blocco dell’Ue, rendendo l’Europa il terzo più importante partner di affari dietro Usa e Cina.  Di conseguenza l’entrata in vigore delle sanzioni danneggerebbe in particolar modo proprio l’Ue, e in particolare quei paesi dell’Ue che intrattengono storicamente rapporti privilegiati con Mosca, ovvero Germania, Italia e Francia. Questo per non parlare dell’effetto boomerang che le sanzioni porterebbero anche ai danni Usa dal momento che molte compagnie americane hanno forti collegamenti con la Russia, vedi la Boeing e la General Electric. Non solo, anche il capitalismo americano sarebbe ormai fortemente compromesso con affari a Mosca, basti pensare che Rex Tillerson, della Exxon Mobil, ha detto che la compagnia texana non prenderà parte nel conflitto tra Russia e Ucraina, questo perchè fa da tempo affari a Mosca. Insomma i tempi del ricatto economico sembrano davvero terminati, ancor più che Mosca può contare sui rapporti privilegiati con la Cina e con i Brics e quindi potrebbe tranquillamente riuscire a sopravvivere diversificando i propri investimenti e i propri interessi commerciali.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/worldeconomicforum/3488070937/”>World Economic Forum</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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