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lunedì , 24 luglio 2017
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Ecco quanto costano le sanzioni alla Russia

Le esportazioni italiane in Russia nel 2015 sono state di 3,7 miliardi di dollari inferiori all’era precedente le sanzioni. Lo ha riportato il quotidiano italiano Repubblica, che ha anche evidenziato come le sanzioni alla Russia siano state estremamente negative per l’economia italiana. Ma allora per quale motivo il nostro governo le mantiene? 

Le sanzioni alla Russia costano e costano caro, carissimo all’economia italiana. Secondo quanto riportato da “Repubblica”, che ha dato voce a quanto dichiarato tra gli altri dalla Coldiretti, le sanzioni europee nei confronti di Mosca avrebbero cominciato a presentare un conto salato all’economia italiana, peraltro già duramente colpita dai tagli e dall’austerity. Secondo quanto riportato dalla Coldiretti le esportazioni italiane in Russia avrebbero raggiunto il minimo da dieci anni a causa di un calo del 24% rsgistrato nel gennaio 2016. Per quanto riguarda i dati Istat sul commercio estero la Coldiretti ha riferito che le sanzioni avrebbero alimentato “una lunga guerra commerciale che ha colpito settori simbolo del Made in Italy, dall’alimentare alla moda fino alle auto“. Nel complesso secondo la Coldiretti le esportazioni italiane in Russia nel 2015 hanno raggiunto i 7,1 miliardi con un taglio di 3,7 miliardi rispetto al 2013, ovvero l’anno precedente all’introduzione delle sanzioni. Un enorme contraccolpo deriva inoltre dall’embargo totale in Russia per una grande lista di prodotti agroalimentari che vanno dai formaggi alle verdure, alla carne e al pesce adottato nell’agosto del 2014 e rinnovato recentemente nel giugno 2015. Secondo la Coldiretti numeri alla mano queste sanzioni sono costate all’Italia ben 240 milioni di euro nel 2015, e questo solamente per il settore agroalimentare. I settori che hanno subito il maggior tracollo sono quello della frutta, delle carni, delle frattaglie, dei formaggi e dei latticini. Non solo, a causa della guerra commerciale alla Russia si è assistito al crollo delle quotazioni di molti prodotti agricoli europei nel settore caseario, nella carne e nell’ortofrutta. Per non parlare del fatto che essendo i prodotti italiani ormai di uso comune in Russia si sta anche verificando un enorme danno al Made in Italy dovuto alla diffusione di prodotti di imitazione. Infine la Coldiretti ha anche ricordato come il settore tessile abbia subito un calo del -30,8%, dell’arredamento del -27% e dei mezzi di trasporto pari al -38,2%. Tutto questo a chi giova dunque? Non certo all’Italia e non certo all’Europa, ma evidentemente secondo i nostri governanti è meglio assecondare i progetti geopolitici di chi vorrebbe arrivare al confronto con la Russia. E la cosa ancora più drammatica è che sia l’estrema destra nazionalista di Le Pen e Salvini a parlare della follia delle sanzioni mentre, al contrario, una certa “sinistra” tutta assorbita dalla discussione sui diritti civili preferisce farsi dettare l’agenda direttamente da Washington, incurante che sia appunto un’agenda utile agli Stati Uniti, e non certo all’Europa.

Fonte: http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/economia/2016/02/28/news/il_gelo_con_la_russia_ci_costa_3_7_miliardi_l_anno_di_export-134432231/?refresh_ce

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@Tribuno del Popolo

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